Abbiamo pensato molto a questo viaggio: un lungo viaggio che in qualche modo speriamo possa cambiare la nostra vita, le nostre prospettive, e che, ne siamo certi, ci riempirà il cuore di emozioni e sensazioni indimenticabili.
Questo è il nostro VIAGGIO e il tempo delle vacanze è finito!
La sfida: 1 continente, 6 stati, 2 territori, 7.686.850 km² da scoprire in 365 giorni con il Working Holiday Visa. Ce la faremo?
L'avventura inizia da Sydney
Alice Springs è una tranquilla e unica cittadina nel centro dell’Australia, quindi punto di riferimento per tutti gli abitanti delle zone remote per un raggio minimo di 600 km. Arrivati la sera del 5/04, abbiamo alloggiato per un paio di notti al Desert Rose Inn. Il giorno seguente, Good Friday, la città era praticamente deserta perché festa nazionale e tutti i negozi e le “attrazioni” erano chiusi. Abbiamo girovagato tra le vie di Alice senza una meta precisa, visitando nel pomeriggio l’Anzac Hill e cenando poi la sera all’Overlanders Steakhouse. Abbiamo ordinato il Drover’s blowout, un menù di 4 portate: zuppa di patate e lenticchie, vassoio di degustazione di carni australiane (coccodrillo, cammello, emu e canguro),rump steak da 250g e per finire un dolce accompagnato da caffè bollente. Tutto molto buono!
Ancora un po’ appesantiti dalla cena del giorno prima, lasciando il Desert Rose Inn, abbiamo notato con sorpresa che i gommisti erano aperti, e ne abbiamo subito approfittato per acquistare un nuovo treno di gomme. Il gommista però non ha potuto fare la riparazione sul bullone danneggiato della ruota posteriore, consigliandoci di rivolgerci da un meccanico, ma di non preoccuparsi a viaggiare in auto. Ma se sabato era giorno lavorativo per i gommisti, per i meccanici le ferie si prolungavano fino a martedì. Abbiamo scelto di non allontanarci eccessivamente dalla città e di trascorrere a circa 200km, all’Ormiston Gorge nel West MacDonnell Ranges, la Pasqua. Arrivati al campground nel pomeriggio, abbiamo piazzato la nostra tenda, tirato giù le sedie dal portapacchi e….. relax in preparazione delle passeggiate previste per il giorno dopo.
Relax all'Ormiston Gorge
In camping non si fa mai ne troppo tardi ne troppo presto, si sfrutta sempre dall’inizio alla fine la luce del giorno: colazione all’incirca alle 6.30 e cena alle 17.45, prima che cali il buio….rilassandosi poi con un bel thè caldo prima della nanna alle ore 21.30.. come quando eravamo bambini!
Non potevamo trascorrere meglio la domenica di Pasqua, passeggiando lungo il Gum Walk sul letto del fiume ai piedi del canyon, con la fortuna di aver avvistato una coppia di Rock-wallabies.
Poi abbiamo camminato per 5 km, fino al primo lookout della Larapinta trail sezione 10 (La Larapinta Trail è una passeggiata divisa in 12 sezioni che parte da Alice springs e prosegue per 233,5 km all’interno del West MacDonnell National Park). Qui si è nel bel mezzo del bush: il paesaggio che ci si trova davanti è davvero unico e spettacolare. Fortunatamente durante questa passeggiata il cielo era un po’ nuvolo e ci ha permesso di non schiattare sotto il sole cocente. Se il sole non ci ha fatto compagnia, ci hanno pensato le innumeroveli e tanto amichevoli mosche del bush a seguirci e ronzarci intorno ad ogni singolo passo!
La “cranio-zanzariera” questa volta ci ha salvato!
Il sole è tornato giusto in tempo durante il cammino di rientro, quindi non potevamo che rinfrescarci tuffandoci nel gorge: ebbene si, anche nel bel mezzo del deserto australiano si può fare il bagno!
Lunedì, tornando verso la città, abbiamo fatto tappa a:
Ochre Pits, cave di ocra usate un tempo dagli aborigeni per ricavare I colori indispensabili per i loro cerimoniali
Serpentine Gorge, che dopo una breve passeggiata e scalata fino al lookout, ci ha regalato una vista splendida
Ellery creek bighole (anche qui si può nuotare!!)
Simpson gap, canyon scavato nella montagna nel corso di 60 milioni di anni di erosionee alla tomba di John Flynn: personaggio davvero importante qui in Australia,
iniziò tramite la radio (a pedali) un percorso lungo e ancora in corso per rendere le comunicazioni veloci ed efficienti soprattutto in casi di emergenza per le comunità e le persone che vivono nelle zone remote del centro Australia. Oggi Flynn sarebbe orgoglioso della School of the Air e dei Royal Flying Doctors, di entrambi abbiamo avuto il piacere di visitarne le sedi il giorno seguente e ne siamo stati davvero colpiti.
La School of the air (http://www.assoa.nt.edu.au/) tutt’oggi insegna a circa 100 studenti nella più grande aula del mondo. La School of the air infatti copre una superficie di 1.300.000 km quadrati, zone remote dove gli studenti possono seguire le lezioni tramite collegamenti web ( prima dell’avvento di internet tutto era via radio).
I Royal Flying doctors (http://www.flyingdoctor.org.au/) sono, per tutte le persone che vivono isolate nelle fattorie ( a volte circa 400 o 600 km dalla prima città), gli unici con i loro aerei e la loro preparazione a garantire cure e soccorsi in casi di emergenza.
Di questa istituzione volante siamo riusciti a vedere anche qualche vecchio aeroplano in esposizione all’Aviation Museum, piccolo ma davvero ben tenuto ritrae la storia dell’aviazione nel centro Australia.
La fine di questa giornata dedicata ai musei e alla cultura siamo andati a ritirare la nostra Pajero dal meccanico, fresca di tagliando non abbiamo perso tempo ricominciando a macinare kilometri alla volta di Kings Canyon!
Abbiamo trascorso 3 notti ad Adelaide al Backpack oz, un ostello molto carino, pulito e con la colazione gratis! La città in se, soprattutto considerando che è la capitale del South Australia, ci ha un po’ deluso: non so cosa ci aspettavamo di trovare, ma le strade, la gente e l’atmosfera, non ci hanno trasmesso granché. Arrivati in città nel primo pomeriggio del 22 marzo. Abbiamo passeggiato un po’ per la Rundle Street, la via principale, piena di ristoranti e pub. Abbiamo trascorso la serata alla ricerca di un buon ristorante per la cena (abbiamo optato per un Thai) e un cinema per vedere “The rum diary”. La mattina seguente siamo passati dal Central market, mercato dove si trovano caffè, pane, frutta e verdura, ma soprattutto ottima carne a prezzi stracciati!
Central market, Adelaide
Abbiamo curiosato tra i negozi di Rundle Mall, camminato fino a North Terrace, visto il memorial alla guerra mondiale, per poi ritornare in centro in tempo per l’happy hour dell’ostello e una pizza d’asporto. Quando abbiamo chiesto al centro informazioni cosa vedere in città, ci hanno consigliato di uscire e andare al mare, a Glenelg, o Hahndorf, il più antico (1839) insediamento tedesco in Australia. Visto il tempo incerto, abbiamo scelto Hahndorf, piccola ma carina, dove era inevitabile fermarsi a mangiare un piatto tipico tedesco. Oltre a ristoranti e negozi di souvenir, non c’è molto altro, ma vicino al centro informazioni, abbiamo trovato un’esposizione di vecchi giocattoli a manovella. Ecco il più simpatico...
Secondo i nostri piani il 25 doveva essere giorno di partenza alla volta del Nullarbor, ma il pomeriggio prima, abbiamo trovato lavoro con una sola telefonata fatta. Cambio di programma e via verso nord con destinazione Ingomar station. Questo è quello che sapevamo di incontrare grazie a Google maps.. il niente!!
Ingomar station, South Australia
Qualche casetta, ancora cabins e….. un woolshed! Già, perché questa volta siamo andati a lavorare con le pecore come woolhandler: raccogli, stendi, controlla e pulisci la lana! Su 16 persone, due proprio non le potevamo reggere, e le migliaia di pecore viste avevano uno sguardo molto più intelligente di loro!. I metodi e il luogo dove si svolge il lavoro, a parte i rasoi che hanno sostituito le cesoie di un tempo, è rimasto lo stesso del passato. Diciamo però che la favola dell’allegra tosatura è un falso! Non pensiamo che per queste povere bestie l’esperienza sia tanto piacevole.. immedesimatevi in una di loro: di punto in bianco una volta all’anno, mentre siete a pascolare selvagge nel bush, venite radunate in gruppo, caricate su un camion e poi spostate in paddock sempre più piccoli, fino a trovarsi in quello davanti al tosatore. Tutte vicine vicine e spaventatissime, almeno le più piccole che non sono mai state tosate e non sanno a cosa stanno andando incontro. La mattina vengono rintronate con un po’ di musica, e poi si sentono accendere i rasoi.. e la giornata ha inizio! Arriva il tosatore, ti prende per le zampe davanti e ti trascina in postazione..per quelle che creano un po’ di difficoltà scalciando o non stando ferme poverine, arriva qualche botta! Diventa infatti difficile la tosatura e pericoloso perché può essere tagliata (ma poi subito cucita) in alcuni punti. La maggior parte di loro quando sono state alleggerite dal peso della lana, non riescono nemmeno a rialzarsi in piedi da quanto sono spaventate, e con un aiutino (solitamente una spinta o un calcio nel sedere), vengono spinte fuori! Finalmente libere!!! E l’appuntamento è per l’anno successivo!
Ecco la dimostrazione su come si svolge il lavoro.
Abbiamo trascorso così 8 giorni pieni di lavoro, con pausa ogni 2 ore, spuntini cucinati e soprattutto ogni pranzo e cena preparato dalla fantastica cuoca di Kangaroo Island. La sera dopo il lavoro, ci si radunava in cortile a chiacchierare, bere una bibita bella ghiacciata (visto il caldo delle giornate!) e nei momenti liberi, abbiamo fatto amicizia con Dallia, la bellissima red dog della cuoca, il cavallo e appena calava la sera, con insetti giganti mai visti in vita nostra!!
E’ stato interessante vedere questo squarcio di vita dell’outback australiano, ma ora siamo bei contenti di risalire sulla nostra Pajero e dirigersi verso nord ad Ayers Rock.
Ecco…. Dunque, durante il nostro viaggio, ovviamente è capitato un altro imprevisto, e i programmi sono cambiati nuovamente strada facendo! La gomma posteriore destra è esplosa.. non sullo sterrato, ma sulla strada asfaltata di recente qui nel North Territory! Pronti per cambiare la gomma con il sorriso, prendendoci un po’ in giro su quanto siamo fortunati di recente, ci siamo accorti che i due bulloni che hanno usato per fissare la ruota di scorta al portellone hanno dimensioni diverse da quelli delle nostre ruote, e che quindi non potevamo svitarle con le nostre chiavi! DAMN!!!! Dopo diversi tentativi per fermare quelle poche macchine che sono passate, un gentilissimo signore della Telstra (mai stati più fieri di averla come compagnia telefonica!) si è fermato per provare ad aiutarci! Aveva la chiave della misura giusta, ma mancava la leva per svitare il bullone! Niente da fare… poco più tardi un signore su una Jeep bianca si è fermato un po’ titubante e ha sfoggiato, e probabilmente usato per la prima volta, la sua linda, luccicante nera lucida chiave, che grazie a dio era esattamente della misura di quei due maledetti bulloni!!! Dopo un’ora abbondante, e poco prima che calasse il sole, ecco fatto!! La gomma è stata montata e ora ci troviamo ad Alice Springs. La nostra speranza era di trovare un meccanico aperto.. ma indovinate un po’?! Le vacanze di Pasqua sono iniziate, quindi tutto chiuso fino martedì! Che succederà ora?
Dopo esserci goduti la vista della Bay of Fires e un bel riposo a St Helens, ci siamo svegliati belli carichi e di nuovo pronti alla guida: questa volta in direzione Burnie.
Ma prima che continuiate a leggere, guardatevi il video di questo simpatico echidna che avevamo fatto al Deep Creek campground al Mt William NP, appena prima di spostarci a St Helens.
Sulla nostra Lonely Planet abbiamo letto che a Burnie, nel Makers’ Workshop (www.creativepapertas.com.au), c’era la possibilità di vedere come si produce la carta in via artigianale. Così eccoci dopo una tranquilla guida ad assistere di persona alla produzione della carta in un tour più che esclusivo, visto che eravamo gli unici due partecipanti! I materiali che vengono utilizzati sono tutti quelli che altre aziende scartano dalle loro produzioni, ad esempio fili di cotone di vari colori, pezzi di tovaglioli, jeans, mele e molto altro, fino ad arrivare alla Roo/Wombat poo (la simpatica cacca di canguro e wombat!).
Sì, da questi elementi si ricava la carta! Il processo è interessante e relativamente semplice, tanto che anche noi abbiamo avuto l’opportunità di creare i nostri due fogli di carta a partire da cotone e fili color porpora. Ma se la vostra domanda è ancora “Ma la carta ricavata dalla cacca puzza?” La risposta sorprendentemente è NO, e noi non abbiamo perso l’occasione per acquistarne qualche profumatissimo foglio! Ahahahah.
Dopo questa interessante esperienza, e dopo aver scelto di pernottare a Wynyard per due notti, i programmi per la sera sono stati cinema e cena a Burnie. Siamo andati a vedere “The Artist”, film muto in bianco e nero, che ci è piaciuto davvero molto, e per la prima volta Laura non si è persa una battuta! Ahahah. Per cena siamo andati al Mallee Grill, steak house del posto, dove mi sono gustato uno Scotch Fillet di 400g al sangue davvero ben cucinato!
La carica di ferro serale è stata consumata all’indomani per la scalata e passeggiata al The Nut (http://www.discovertasmania.com/activities__and__attractions/popular_attractions/the_nut,_stanley) che è una formazione vulcanica alta 152m sulla costa, dalla cui cima abbiamo goduto di un panorama magnifico. La Tasmania per questo nostro ultimo giorno ci ha regalato una calda giornata di sole, così, approfittando di questa rara costanza climatica, non potevamo fare altro che andare in spiaggia, scegliendo una bella caletta deserta al Rocky Cape National Park.
Un bel tuffo, relax e un po’ di tintarella…ci voleva proprio, e poi si sa, il sole e il mare stancano anche senza fare niente, e soprattutto mettono appetito! Visto che la sera prima avevamo fatto il pieno di carne, per questa sera abbiamo scelto il pesce al Buckaneers di Wynyard, che oltre ad essere ristorante e take away, è anche pescheria: freschezza del prodotto assicurata! Proprio buono!
Questa è stata la nostra ultima cena e notte in Tasmania, infatti il 19 la Spirit of Tasmania I ci ha riportato da Devonport nella main land. Salutiamo così, non con un addio, ma perché no, con un arrivederci la bella, incontaminata, selvaggia e incredibilmente imprevedibile (climaticamente parlando) Van Diemen’s Land.
Attraccati alle 6.30 del 20 marzo a Melbourne, proseguiamo il nostro viaggio verso i Dodici Apostoli, percorrendo la Great Ocean Road (http://www.visitvictoria.com/Regions/Great-Ocean-Road.aspx), c’è il sole e fa caldo, che bello!
Guidando su questa mitica strada, che parte da Torquay e termina dopo 250 km a Warrnambool, non si può fare a meno di fermarsi ad ogni lookout per ammirare il capolavoro creato dalla natura in questo splendido tratto di costa. La nostra prima sosta è stata Bells Beach, leggendaria tra tutti i surfisti del mondo (non a caso questo tratto di costa è chiamato Surf Coast).
Proseguendo ci siamo fermati a Point Addis, Aireys Inlet Lighthouse, al Memorial Arch per una foto, e dirigendoci verso Cape Otway li abbiamo visti! Eccoli sugli eucalipti, i sempre dormienti koala!
D'altronde si sa, digerire mette sonno! Sosta dopo sosta, arriviamo finalmente alla meta: i Dodici Apostoli, questi faraglioni solitari che tolgono il fiato solo a vederli!
Ancora una volta la natura australiana ci lascia senza parole davanti a questa bellezza! Io non ho perso l'occasione di tuffarmi sotto un apostolo nella Gibson Beach!
Campeggiamo per la notte poco lontano, a Princetown, dove per tutta la sera e durante la notte, la nostra tenda ha rischiato di accartocciarsi ripetutamente su se stessa. Infatti se di giorno il sole ci ha fatto compagnia, la notte ha portato vento forte, pioggia e anche un pochino di freddo. Ci siamo risvegliati belli che insabbiati grazie alla nostra tenda estiva!
Ancora una volta temprati dal clima, ieri mattina abbiamo continuato a percorrere la Great Ocean Road, sostando ad ammirare Loch Ard Gorge, The Arch, London Bridge e The Grotto, facendo poi rifornimento di viveri a Warrnambool e terminando la giornata con una bella zuppa calda di zucca cucinata da Laura dentro la nostra cabin per la notte a Nelson, nel Kywong Caravan Park.
Adesso indovinate un po' dove siamo? Abbiamo da un paio d'ore passato il confine, e dal Victoria ci troviamo in South Australia: Adelaide ci aspetta!
Volete la nostra risposta? Un casino! Sole, nuvole, nuvole, nuvole, pioggia, sole, vento, caldo, freddo, pioggia, pioggia e ancora pioggia e se dio vuole ancora un po' di sole. Ci era stato detto che qui in Tasmania devi essere pronto a tutto perchè il tempo cambia sempre ed in fretta, e noi lo stiamo constatando. Ci scusiamo per il ritardo nel pubblicare il post, ma abbiamo avuto problemi con il pc (dopo la batteria sostituita a Mildura, ora abbiamo dovuto cambiare anche l'alimentatore perchè non entrava più in carica) e nella maggior parte dei parchi in cui siamo stati, la ricezione non c'era!
Da quando abbiamo lasciato Cygnet il 3 marzo, la vera esplorazione della Tasmania è iniziata!
Sabato 3: Hobart e il suo famoso Salamanca market, dove si trovano prodotti di diverso genere, ma i migliori in assoluto sono stati quelli artigianali fatti con legno locale. Dopo aver mangiato un panino con la salamella dal banchetto tedesco, ci siamo concessi un delizioso dolce ed un caffè bollente a Battery Point al Jackman & McRoss, ritenuta la pasticceria/panetteria/caffetteria migliore di tutta l'isola: ottima davvero!
Nel primo pomeriggio abbiamo lasciato la capitale in direzione del Tasman National Park, nella Tasman Peninsula. Eravamo tutti lanciati per una lunga passeggiata la mattina dopo, ma anche questa volta, pioggia! Cambio di programma: siamo andati a Port Arthur, la colonia penale del 1830, dove venivano confinati tutti i criminali australiani e quelli provenienti dall'Iinghilterra.
Ci hanno colpito l'Old Asylum e la prigione modello, dove regnava il silenzio. I galeotti non potevano nè parlarsi nè vedersi e come ulteriore punizione, ogni domenica venivano portati uno ad uno in chiesa (i poliziotti impiegavano circa un'ora e mezza per riempire la chiesa), sistemati dentro il loro cubicolo per ascoltare tutte le volte lo stesso sermone della durata di 2 ore, probabilmente per 30/40 anni della propria vita. Nel sito storico, abbiamo trovato anche un giardino commemorativo per le vittime del massacro di Port Arthur del 1996 (articolo del Corriere della sera)
Lunedì 5, dovendo aspettare dal meccanico di Sorell l'arrivo del Turbo hose di ricambio per la nostra Pajero (imprevisti on the road che capitano), siamo andati a curiosare a Richmond, un piccolo villaggio molto carino che detiene il record per il ponte più vecchio d'Australia (1823) e per la prima chiesa cattolica australiana (1836). Dopo aver pranzato immersi tra le oche e le anatre sul prato vicino al Richmond bridge, siamo tornati ancora al Tasman NP, fermandoci per un paio di foto a Pirates Beach, Tasman Arch e Devils Kitchen. La speranza era quella di essere fortunati al secondo tentativo come con la Wineglass Bay, ma niente!
Questo parco proprio non ci ha voluto: ci siamo svegliati e abbiamo fatto la nostra camminata di 5 ore fino a Cape Hauy sotto la pioggia e il vento! Siamo tornati fradici e congelati, ma almeno la vista a fino percorso ne è valsa la pena. E' stata l'unica volta in cui abbiamo pensato "Se non avevamo già preso il biglietto per tornare a Melbourne, lo prendevamo ora e partivamo domani!" Ci ha proprio sfinito! Mandato climaticamente al diavolo questo parco mercoledì 7, dai diavoli ci siamo andati anche noi! Abbiamo visitato il Tasmanian Conservation Park www.tasmaniandevilpark.com. Non è un semplice parco faunistico dove mettono in mostra canguri, wallabies, e diavoletti, ma è un centro di ricerca, cura e tutela per i diavoli della Tasmania, per questo abbiamo deciso di fermarci. In fondo, avevamo già visto tutti questi animali in libertà durante le visite ai parchi, e vederli li, ci ha messo un po' di tristezza addosso. Comunque, lo sapevate che circa il 70% dei diavoli in libertà è affetto da tumore alla faccia e passandoselo tra loro stanno diventando una specie in via di estinzione? In questo centro pare che siano a buon punto per trovare cromosomi resistenti nel cuccioli nati qualche mese fa, con la speranza di salvare la vita di qualche adulto. Ormai è una rarità trovare un diavolo che superi i 5-6 anni di vita. Se volete saperne di più sul DFTD (Devil Facial Tumour Disease), cliccate qui.
Passando da Hobart per un salto all'Anaconda, dove abbiamo fatto un paio di acquisti perripararci dalla pioggia in campeggio e per scaldarci un po' visto che purtroppo ogni tanto fa freschino, abbiamo deciso di fermarci in città per la notte e concederci una cena in un ristorante indiano a base di curry!
La mattina dell'8 via verso la città più a sud di tutta l'Australia: Cockle creek, per esplorare anche il Southwest National Park ed affrontare 6 ore di camminata tra la Fisher point walk e il Southwest cape track. Siamo passati nel bel mezzo del Wilderness, e la vegetazione che abbiamo incontrato ci ha lasciato a bocca aperta: uno spettacolo!
Il 10 (è stato il compleanno di Filippo! Auguriii!!) alle 9.30 siamo saliti a bordo della Ida Bay Railway, l'ultima ferrovia rimasta a circolare nel bush, che in 1 ora ci ha portato all'omonima baia. Ritornati con i piedi per terra, dopo un'oretta di viaggio, ci siamo trovati a camminare tra le cime degli alberi a 20m con la Tahune Air walk, una passeggiata sopraelevata nella Tahune Forest Reserve. E' da mozzare il fiato tutto il verde che si trova qui in Tasmania! Splendido!! Ci siamo fermati a vedere anche l'eucalipto più alto rimasto: 80m! Anche se non enorme come le sequoie americane, trovarsi davanti ad un gigante del genere fa sentire l'uomo un esserino piccolo piccolo.
Nuova destinazione: Mt.Field National Park. Qui si che abbiamo trovato il freddo: abbiamo dormito in tenda con calze di lana, pantaloni, pail, sacco a pelo, coperta, giaccone sopra la coperta e...cuffia! però non abbiamo patito neanche un po' durante la notte! Sistema infallibile! ahahahahah
Il mattino dopo ci siamo scaldati con una bella passeggiata a curiosare tra le cascate e abbiamo scoperto durante il percorso della possibilità di una passeggiata in notturna per ammirare i Glow-worms! Ovviamente siamo andati e li abbiamo visti: esistono davvero vermi fluorescenti! Basta stare 5 minuti al buio completo per far abituare la vista alla visione notturna e ne vedi tantissimi a bordo percorso: che forza!
Il 12 e il 13 mattina è stata la volta del Lake St Claire National Park (è stato il campeggio più caro: $25/notte invece di $13) dove la vista del lago e le passeggiate alla ricerca dei platypus sono state meravigliose. Animali diurni non ne abbiamo incontrati, mentre la sera, abbiamo incontrato per la prima volta l'eastern quoll e per l'ennesima volta il nostro amico Franco il possum! A fine camminata ci siamo diretti a Launceston, dove abbiamo visitato la Franklin House e alle 17.30, Kelly (vi ricordate la ragazza che nell'ultimo post aveva prestato la tavola da surf a Filippo? E' lei!) e Maurizio con le loro adorabili bimbe Luna e Aurora, ci hanno accolto a casa loro come se ci conoscessero da tempo, ma in fondo diciamocelo, hanno ospitato degli sconosciuti, offrendoci una cena e ospitandoci per la notte. Una famiglia giovane davvero fantastica! Grazie di tutto e arrivederci in Queensland a questo punto! ahahahah
Ormai avrete capito che con il tempo contato, non possiamo fermarci troppo nello stesso posto, così eccoci nuovamente a visitare il City Park, dove c'è una gabbia di macachi giapponesi....cosa ci fanno qui in Tasmania? Probabilmente se lo stanno chiedendo anche loro, ma noi abbiamo scoperto che sono stati scambiati con dei wallabies. Scambio culturale abbastanza strano! Eccoci poi a Cataract Gorge e ancora via verso il Mt. WIlliam National Park! Essendo il 52% del territorio Parco Nazionale, non potevamo non cercare di visitarne il maggior numero possibile. Ci siamo trovati piacevolmente sorpresi nel trovarci davanti una splendida e inaspettata spiaggia bianchissima e un mare turchese favoloso...unico neo sempre e soltanto il tempo: nuvolo tutto il tempo! Qui abbiamo aggiunto alla nostra lista di animali visti in libertà, anche l'echidna! Cari che bella, e per nulla spaventata da noi!!!!
Ora eccoci a St Helens, in un appartamento rifornito di tutto, per goderci una notte con tutte le comodità della vita quotidiana! E domani? Dove andremo a finire?
Come avrete capito dall'ultimo post ci eravamo imbarcati sulla Spirit of Tasmania II e abbiamo raggiunto la Tasmania il 19 febbraio dopo una piacevole nottata di viaggio.
Sbarcati alle 6.00 (il traghetto è stato puntualissimo!) a Devonport, in un clima uggioso a cui non eravamo più abituati, ci siamo diretti verso Swansea a circa 2 ore e mezza d'auto. Qua abbiamo deciso di alloggiare allo Swansea Backpackers per due notti. L'ostello è molto bello, moderno e pulito e il proprietario Ken, che abbiamo avuto il piacere di conoscere, è davvero una persona eccezionale.
Ken e lo Swansea Backpackers
Abbiamo deciso di fermarci a Swansea, perchè questa graziosa cittadina che si affaccia sul mare si trova a circa 40 minuti d'auto dal Freycinet National Park (http://www.parks.tas.gov.au/?base=3363) e a circa 5 minuti dal centro città si può raggiungere la bellissima Nine mile beach, dove abbiamo fatto una bella passeggiata il giorno stesso del nostro arrivo, dopo aver gustato delle freschissime ostriche e un ottimo Fish & Chips all'Oysterbay Seafood consigliato da Ken e dove con nostra sorpresa abbiamo anche conosciuto il cuoco, il mitico Alessandro di Milano in attesa di diventare cittadino Australiano (facci sapere come è andata!!!).
Il giorno dopo ci siamo diretti al Freycinet NP con la convinta intenzione di raggiungere a piedi la famosa e bellissima Wineglass bay. Purtroppo il clima non è stato clemente con noi e causa pioggia siamo riusciti solo a raggiungere il lookout che da sulla baia: la vista non è stata da cartolina, ma ci siamo ripromessi di tornare e raggiungere la meta in una bella giornata di sole! Così il clima ci ha "imposto" una visita alla Kate's berry farm (http://www.katesberryfarm.com/site/location/) dove, sorseggiando un caffè bello caldo, ci siamo gustati una torta ai mirtilli da volar via!! Troppo buona!! Sulla strada di ritorno per l'ostello ci siamo imbattuti nella palestra all'aperto e Laura non ha saputo resistere a provare gli attrezzi ginnici, dando ovviamente il meglio (o il peggio) di se stessa!
Il 21 abbiamo lasciato Swansea, direzione Cygnet (circa 3 ore d'auto). Abbiamo fatto sosta appena prima di Hobart all'Oyster farm Barilla Bay (http://www.barillabay.com.au/) dove cisiamo deliziati con un pranzo davvero eccellente: Pork belly per Laura e per me una degustazione di 30 freschissime ostriche con diversi topping, uno più buono dell'altro!!
Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto la Black Jack Valley a Cygnet, dove Julian ci sta ospitando. Siamo infatti a tutti gli effetti WOOFERS (http://www.wwoof.com.au/). Lavoriamo circa 5 ore al giorno con lui in cambio di alloggio e 3 pasti giornalieri. Lui è davvero un personaggio: si è costruito una eco-casa nel suo terreno, ricava la corrente da piccoli pannelli solari, l'acqua usata è quella piovana, non ha frigorifero e per avere l'acqua calda per la doccia bisogna farla scaldare circa un'ora prima bruciando la legna. Insomma, vive cercando di inquinare il meno possibile. Dopo un'ottima colazione a base di pancakes fatti con le uova delle sue galline e marmellata di sua produzione, i lavori che abbiamo fatto finora sono stati vari: oltre a curare l'orto, da cui ogni giorno Julian raccoglie verdure che ci cucina sempre in modi diversi, e in cui abbiamo avuto il primo incontro con un serpente australiano, abbiamo anche tagliato un albero morto di circa 20 metri e fatta la legna, tutto a mano! In questi giorni stiamo costruendo un muro di bottiglie di vetro che in futuro verrà sfruttato per una serra.
Julian, il bottle's wall e la muratora
L'ultimo fine settimana abbiamo avuto due giorni liberi e approfittando del clima davvero favorevole, 35 gradi e cielo blu senza nuvole, venerdì pomeriggio siamo tornati al Freycinet NP, questa volta in tenda nel camping del parco, proprio davanti alla spiaggia! Eccezionale!
Al calar del sole sono venuti a trovarci dei simpatici personaggi, guardate qua!
Sabato mattina ci siamo incamminati per la Wineglass bay e, che dire!! Questa volta nella cartolina ci siamo anche noi!
Uno spettacolo da lasciare senza parole, spiaggia stupenda, 10 persone al massimo (si raggiunge dopo circa 1 ora e mezza di camminata) e acqua cristallina: da film! Il tuffo è stato d'obbligo, l'acqua era bella fresca, ma dopo il camminare e con il bel caldo ci voleva proprio!
Tra un tuffo e l'altro ci siamo crogiolati e rilassati per un paio d'ore al sole dopo di che ci siamo incamminati sulla strada del ritorno, questa volta passando dall'Hazard Circuit, altra passeggiata piuttosto impegnativa di circa 2 ore, 8 km, che ci ha riportato tra paesaggi costieri incatenvoli al parcheggio dove avevamo lasciato l'auto.
Alla sera... beh, immaginerete che bella dormita ci siamo fatti!!
Belli freschi la domenica mattina ci siamo diretti alle Friendly beaches, scegliendo uno delle tante spiagge da sogno, dove una ragazza (abbiamo scoperto che è sposata con un italiano di Lodi!) mi ha prestato la tavola da surf, probabilmente per farsi delle grasse risate con Laura, visto che non mi sono riuscito ad alzare neanche una volta!!
Non potevamo non concederci il pranzo domenicale e così siamo tornati a Swansea (di strada verso Cygnet) per tornare a trovare Alessandro e gustarci per me ancora Fish & Chips e per Laura liguine con sugo di pesce! Bravo Alessandro sei davvero un ottimo cuoco!
Semafori, strade a 2/3 corsie, autobus urbani, tram, berline e city cars, ma soprattutto traffico e tanta tanta gente per le strade…. Ecco tutto quello che non avevamo più visto da quando siamo arrivati a Robinvale, e che qui a Melbourne abbiamo ritrovato! Siamo ritornati alla civiltà!!! Non sembra vero di aver avuto per 3 giorni un monolocale tutto per noi, con cucinino, tv e bagno privato! Wow!!!
Appena arrivati mercoledì, la fame ci ha spinto nel quartiere italiano di Carlton, esattamente a Lygon street, dove ci siamo seduti al Tiamo Cafè & Restaurant e dopo un aperitivo italiano con martini rosso e spritz, ci siamo gustati una pizza caprese con mozzarelline di bufala, basilico e pomodorini freschi e schiaffatelle fatte in casa (sono tipo gnocchi) con l’esatto gusto degli gnocchi che fa mia nonna!! Ragazzi che bontà!! Ci siamo sciolti!!
Piccolo suggerimento per tutti i ragazzi italiani che sono qui in Australia e sentono la mancanza dei biscotti Mulino Bianco (ne abbiamo conosciuti tanti che li sognano dopo mesi di astinenza!!)…. In questa via c’è un negozio che li vende!!!
Mebourne è una bella città, non si trovano quartieri “dedicati” come a Sydney, ad esempio quartiere commerciale, quartiere dei ristoranti e così via, qui è tutto più europeo e i vari negozi di ogni genere si mischiamo. E’ piacevole passeggiare nelle vie e l’impressione che si ha è quella che la gente si goda un po’ di più la vita, i ristoranti e i bar all’aperto sono sempre abbastanza pieni e sembra che i turisti passino inosservati, non li si nota come a Sydney.
Quando si parla di Melbourne, la maggior parte delle volte ci si chiede “cosa c’è da vedere a Melbourne?” In effetti qui non sai quali sono i simboli e i monumenti che fanno di Melbourne la città che è! Sta a te esplorarla lungo le sue vie e trovare quanto più possibile ti possa colpire!
Noi infatti dopo pranzo ci siamo fatti condurre dal City Tram in un giro di perlustrazione attorno al CBD, per poi fermarci all’altezza della State Library of Victoria. La loro biblioteca di Stato è su 3 piani, molto elegante, piena di libri, giovani e di una zona dedicata solo agli scacchi, dove ovviamente io e Filippo ci siamo sfidati…. Con scarsi risultati per me… Loser!!
Stupenda nel piano superiore La Trobe Room, dove sono raccolti i libri più antichi che parlano dei 200 anni di storia dell’Australia!
Percorrendo tutta Swanston St siamo arrivati a Federation Square e St.Paul’s Cathedral. Ritornando verso casa, ci siamo goduti una piacevolissima passeggiata attraverso i Fitzroy Gardens, in cui però abbiamo gironzolato meglio la mattina dopo, scoprendo il Cook’s Cottage (casa dei genitori di Cook, smontata e ricostruita qui pietra dopo pietra) e il Conservatory, dove entrando si scopre un mondo fiori e colori assolutamente stupendo!
Passeggiando invece per Collins Street si trovano tutte le boutique d’alta moda.. se avete un bel po’ di dollari da spendere in scarpe, borse e vestiti, questo è senza dubbio il posto giusto per voi.. se invece il budget è ristretto, dovete tirare la cinghia un po’ troppo spesso, ma volete concedervi un vestito nuovo o un souvenir, il Queen Victoria’s Market è quello che cercate!
A pochi isolati dal mercato si trova la Old Melbourne Gaol, ossia la vecchia prigione, dove anche il delinquente più famoso d’Australia, Ned Kelly, è stato rinchiuso e impiccato. Calchi dei volti dei condannati e la possibilità di entrare e toccare con mano le celle, ti fanno conoscere al meglio la storia della prigione.
Dopo un pranzo veloce alla Noodles House a Chinatown (ottimi come sempre quando sono freschi e fatti a mano!!), è stata la volta dell’altra visita inclusa nel biglietto: il centro di comando della Polizia, che era operativo fino a una decina di anni fa. Un “poliziotto” simpatico e assolutamente fulminato secondo noi, ci ha schierato contro il muro, fatto lasciare contro la parete opposta i nostri affetti personali. Ci ha chiesto di mostrargli i palmi delle mani, aprire la bocca e mettere la lingua contro il palato, piegare con le mani dietro la nuca, tossire, inginocchiarci e tossire di nuovo, voltarci e alzare prima un piede e poi l’altro…. Primo step andato! Riprendiamo le nostre cose e ci divide: maschi in una cella, femmine in un’altra. Ci fa sedere e chiudere a chiave la porta dietro di noi per poi spegnere la luce e lasciarci al buio totale per 2 minuti.. Ecco ciò che aspettava ai delinquenti che venivano portati in prigione.. Per 10 minuti ci hanno fatto sentire come loro, ma grazie al cielo per noi era solo un gioco!
A causa del temporale e dei litri e litri di acqua che sono arrivati, la nostra giornata è finita con uno shopping veloce, spesa e cena preparata in casa, e finalmente relax!!
Ieri invece abbiamo trascorso la mattinata al Melbourne Museum, dove si trova di tutto su animali e sulla storia del Victoria. L'abbiamo trovato molto interessante e soprattutto molto interattivo! Approfittando di un po’ di sole uscito dopo pranzo, ci siamo diretti a St Kilda, la zona balneare di Melbourne, passeggiare lungo la spiaggia (niente di particolare confronto a Bondi beach, Sydney), vedere un torneo di beach volley, arrivare fino al vecchio Pier e scoprire che nelle rocce c’erano nascosti tutti i pinguini…
Tornando verso la fermata del tram, siamo passati davanti al Luna Park, con la famosa facciata di Mr Moon. Dicono che sia incubo ricorrente di molte persone. A noi non sembra così spaventoso, a voi?
Dopo cena invece, giro al Crown Entertainment Centre, e soprattutto al Casinò, dove Filippo (io ho solo fatto da spettatrice), alla fine della serata p riuscito a intascarsi 200 dollari sborsati dal Casinò!! Thanks Crown!!
Stamattina…. È stato di nuovo tempo di fare le valigie… e ora, con il sole che ci scalda per bene a Port Melbourne, stiamo aspettando che arrivino le 16.30, con questa vista davanti agli occhi…
Dopo 64 giorni trascorsi a Robinvale, venerdì è arrivato il momento dei saluti…. Ne stavamo parlando proprio l’altro giorno e siamo giunti alla conclusione che ci dispiace di più lasciare questa piccola cittadina sperduta nel nulla e immersa nelle vigne che Sydney.
Ogni giorno la sveglia era all’alba, nell’ultimo periodo alle 3 di notte…. Siamo saltati sul cassone della Hilux del capo in 14 e ci ha portato così sul posto di lavoro…che forza!!! Io sono pure salita sul loro camion… il vecchietto che era chiamato da tutti “Fuck” (perché era l’unica parola che gli sentivi dire al lavoro quando facevamo il covering) mi ha dato un paio di volte uno strappo fino alle cabins per evitarmi una camminata sotto il sole cocente… e poi settimana scorsa assieme alle fijiane sono saltata dietro… in mezzo ai bancali di uva: eravamo in 6 chiusi dentro al buio, ad aspettare di arrivare in un’altra farm…. Che ridere, sembrava Human traffic… anche queste sono esperienze!! Abbiamo lavorato praticamente ogni giorno, e provato ogni tipo di lavoro, ci siamo sfiniti, ma il nostro capo e ogni singola persona incontrata ci ha reso tutto indelebile nella mente.
Mai avremmo pensato comunque che dietro all’uva da tavola ci fosse tutto questo…. Copri le piante, potale, strappa le foglie attorno ai grappoli, la raccolta, l’impacchettamento…. Si, abbiamo avuto modo di lavorare nel capannone preparando gli ordini da spedire ai principali supermarket australiani… quante cassette sono passate tra le nostre mani (soprattutto, quante cassette ha sollevato Filippo!!!) e quanti bellissimi coperchi (ovviamente fatti da me!!!) sono stati messi!! A pensarci bene però, pagano una persona per creare i coperchi delle confezioni, e al supermercato già finiscono nel bidone… tutta la mia fatica, e nessuno le vede!! Beh, io almeno una la voglio far vedere a voi!!
Giovedì è stata la nostra ultima sera a Robinvale, e abbiamo avuto il piacere di cenare tutti insieme.. ognuno ha preparato qualcosa e siamo rimasti a ciciarare e ridere come dei matti grazie soprattutto ai fuori di testa di Kevin e Tatiana! Si sono sfidati a sgolare birra rischiando più volte di vedersela uscire dal naso!! Italy ? vs. England ? Com’è finita poi la loro sfida chi lo sa!!! Forse nemmeno loro!! :P
Abbiamo salutato tutti i personaggi delle cabins con la promessa di ritrovarci in qualche parte del mondo, soprattutto con i due fratelli neo zelandesi Tom e Olly che affronteranno prossimamente un tour in Europa di circa 6 mesi.. Lasciamo anche il nostro James Bond che oltre a prendere il posto di Filippo sul quad, continuerà imperterrito a cercare la sua Bond Girl, anche se privo di Aston Martin (almeno per ora)!
a lavoro con Peter un ragazzino di 70 anni!
Venerdì sveglia alle 5.30, controllatina generale alla Pajero prima di
partire, impacchettamento di ogni cosa, colazione a base di tiramisù,
ultimi saluti, ed eccoci salire in macchina ed iniziare il nostro
viaggio addentrandoci nel selvaggio outback : destinazione Kinchega
National Park (http://www.visitoutbacknsw.com/Kinchega_National_Park.html), con breve sosta a Mildura per abbeverare la nostra
Pajero.
Seguiamo la Silver City Highway direzione Broken Hill, e dopo
362 Km eccoci finalmente nel mezzo del viaggio: siamo nell’outback,
siamo in pieno sterrato e ammirando queste distese nel primo pomeriggio
arriviamo a destinazione. Il camp si trova a pochi km da Menindee,
cittadina che prende o dà il nome (non lo sappiamo ancora) all’omonima
uva bianca da tavola… ormai siamo degli esperti in materia!
Abbiamo
piantato la tenda al Emu Lake Camp, unico camp accessibile, e ci siamo
resi conto che nel parco c’eravamo solo noi due e John, un signore che
lavora per il governo, e si occupa di misurare i livelli delle acque dei
fiumi. Ci ha spiegato che tra qualche giorno arriverà dal Queensland
una piena graduale nel Darling River e probabilmente il punto in cui ci
siamo accampati, non sarà più accessibile perché sommerso dall’acqua.
Vi mostriamo come abbiamo trovato noi il fiume… immaginatevi come potrà essere tra 4/5 giorni.
La mattina dopo, a causa degli allagamenti e delle strade chiuse, abbiamo potuto avventurarci solo nella parte est del parco, ma nonostante questo, i paesaggi e gli animali che abbiamo incontrato ci hanno riempito gli occhi.
Abbiamo visitato inoltre il woolshed, centro storico del parco, dove si tosavano le pecore e si lavorava la lana.
Le tappe successive del nostro viaggio sono state Silverton e Broken Hill, raggiunte dopo due orette di paesaggi collinari da mozzare il fiato! Abbiamo pernottato al Penrose Park di Silverton, parco che nel 1937 è stato creato come area ricreativa per le famiglie dei minatori, e ora utilizzato come zona camping. Montata ancora una volta la tenda, ed esserci fatti una bella doccia, siamo andati a goderci il tramonto al Living Desert, esattamente dove si trovano le rocks monuments. La vallata che ci siamo trovati davanti agli occhi ci ha lasciato a bocca aperta….Vi
è mai capitato durante un viaggio di trovare un posto che vi fa venire
voglia di sedervi, stare in silenzio e godervi totalmente la vista
sperando di non dimenticare mai nella vita quella sensazione? Ecco,
questo posto ha avuto questo effetto su di noi....
Ma senza esagerare stiamo avendo questa sensazione ogni giorno: ogni paesaggio è incredibile e unico e non possiamo di certo nemmeno tralasciare gli indimenticabili cieli notturni. Una cosa stupenda trascorrere la notte isolati, senza luci attorno e poter vedere ogni singola stella, come mai capita quando si abita in città.
E quando poi arriva il buio, che anche senza luna non è mai totale, c’è sempre una sorta di penombra grazie alle miriadi di stelle che occupano questo meraviglioso cielo limpido: allora non si può fare altro che ascoltare dalla propria tenda i rumori della notte, per poi venire risvegliati verso le 5 di mattina dai chiassosi cinguettii (è assolutamente un complimento visto che sembrano urla!!!) delle più svariate specie di uccelli. Domenica mattina abbiamo invece fatto il DAYDREAM MINE TOUR (http://www.daydreammine.com.au/), a Broken Hill, dove siamo andati in esplorazione dell’antica miniera di argento (da qui il soprannome di Silver City) accompagnati dal vecchio Kevin, prima in superficie e poi underground tutti bardati come veri minatori!! Ci mancava solo il canarino ed eravamo perfetti!! L’esperienza si è conclusa con un ottimo caffè e degli scones (una sorta di pane caldo con crema e marmellata) veramenti squisiti.
Tornando verso Silverton, e proseguendo per altri 5km, siamo stati al Mundi Mundi Lookout, punto panoramico che dà sull’omonima pianura e dove è possibile vedere la curvatura della terra.. Spettacolo!!
Mundi Mundi Lookout
Sulla strada del ritorno, non potevamo non fermarci a visitare questa cittadina fantasma, dove esiste solo un hotel, una galleria di un pittore, il museo del film Mad Max 2 e il Coin Carvery shop di Andy Jenkins (www.coincarvery.com).
prepariamo il legno per il fuoco, la cena… lottiamo con qualche mosca e magpie per rimanere un po’ in pace, e con la pancia piena, Filippo ha acceso il falò.
Se cliccate sull'immagine, si ingrandirà e troverete le mosche!!
Ci siamo goduti il silenzio, il cielo e poi l’indomani mattina escursione a piedi di 2 ore in mezzo al parco. Nei sentieri, le capre sono state nostre compagne, comparendo e scappando via di corsa appena ci vedevano… Abbiamo letto all’entrata del parco che ogni anno catturano migliaia di capre (11.000 e più nel 2011). Infatti in questi parchi le capre, una volta importate dai primi pionieri europei, sono dei veri e propri flagelli per l’ecosistema del posto. I sentieri ci hanno portato fino a raggiungere la cima di un colle, da dove abbiamo potuto ammirare per l’ennesima volta una stupenda vallata.
Tornati al camp e riordinate le nostre cose, la nuova direzione è stata White Cliffs: cittadina immersa nel deserto, con …. Anime che la abitano. Questa volta niente tenda da piantare: ci siamo concessi l’esperienza dell’ UNDERGROUND MOTEL (Sito da visitare), particolarità, tutte le camere sono sotto terra.
Qui infatti, viste le temperature estremamente calde che vengono raggiunte, la gente ha iniziato a costruire le proprie case sotto terra per trovare un po’ di refrigerio (temperature attorno ai 23 gradi) senza aria condizionata.
Siamo stati gli unici clienti del motel e ci siamo viziati con un bel tuffo in piscina rinfrescante, vista la temperatura esterna di 33° all’ombra, e con una cena a tre portate, seguita dalla vista di un bellissimo tramonto sorseggiando una’ottima Carlton ghiacciata.
A White Cliffs, non c i siamo persi la visita alle miniere di opale, questa volta solo in superficie. Il paesaggio, visto dall’alto, sembra un paesaggio lunare: veri e propri buchi scavati nella terra, alcuni ancora in uso, altri no, da dove i minatori estraggono l’opale appunto, che al giorno d’oggi è utilizzata per fare bellissimi gioielli: Filippo mi ha regalato una collanina come ricordo!! Cari che bella!!!!!
Abbiamo anche pranzato all’unico General store (più generale di così non poteva essere visto che faceva da Post office, tabaccheria, benzinaio, minimarket, tavola calda e information centre) con un ottimo hamburger with a lot!! (vale a dire con tutto… carne, uova, bacon, insalata, pomodori e cipolla… una bomba di energie!!!)
Ieri abbiamo percorso la strada White Cliffs-Hay, passando per Wilcannia, Ivanohe, dove ci siamo fermati per un breve lunch break alla caffetteria locale, e……... Praticamente centinaia di km su strada sterrata su cui abbiamo incrociato 2 camion, e fino a destinazione circa una decina di auto.
Verso le 17 siamo arrivati al Sandy Point Reserve, dove dopo esserci accampati, ci siamo rinfrescati nel Murrumbidgee river, dove senza farci scoraggiare dal colore marrone dell’acqua e dal fondale melmoso, ci siamo tuffati per una breve nuotata.
Ed eccoci qua ora, dopo aver percorso il resto della strada, a Melbourne.. si torna alla vita metropolitana.. tutte le persone incontrate ci hanno detto che è veramente bella e particolare, e noi non ci aspettiamo di meno, curiosi di vederla con i nostri occhi!