venerdì 27 aprile 2012

The long way to WA!

Lunedì 16/04 abbiamo abbandonato l’Ayers Rock campground.
Un viaggio rilassante e accompagnato da un bel sole caldo ci ha riportato a Coober Pedy nel pomeriggio, dove ci siamo riforniti di gasolio (il prezzo del diesel qui è di circa 0,40cent/litro più basso rispetto a Yulara) e piuttosto esausti dal viaggio, abbiamo scelto il Riba’s underground camp per passare la notte. Abbiamo srotolato il nostro materasso e deciso di dormire in macchina. Se siete interessati è possibile campeggiare sottoterra per soli $15, dove sicuramente non sarete importunati (durante il giorno, fortunatamente la sera riposano!) dalle migliaia di mosche che cercano di entrarvi negli occhi, nelle orecchie e nel naso per trovare un po’ di acqua da bere!!
Alle 6.30 della mattina seguente  eravamo già in viaggio diretti a Smoky Bay. Dopo circa 3 ore di strada asfaltata abbiamo poi proseguito per altri 300km su strada sterrata passando in mezzo al Gawler Ranges National Park. Seguendo questa strada abbiamo così accorciato il tragitto di circa 400km. Per tutto il percorso abbiamo incrociato solo 2 fuori strada, di cui una trainata dall’altra. Forse questa vista ci ha portato un po’ sfiga, visto che a 1km da Smoky Bay sentiamo “tossire” la nostra Pajero e aprendo il cofano, ecco la sorpresa.

2 cinghie e una puleggia rotte: nonostante ciò, a parte lo sterzo durissimo, l’auto si è fatta guidare fino al primo meccanico, che dopo un’approssimativo controllo dell’auto ha decretato una settimana di lavoro… Sentendo puzza di fregatura, ci siamo spostati per altri 40km fino ad arrivare a Ceduna, lasciando la non visitata Smoky Bay.
Arrivati ormai nel tardo pomeriggio, abbiamo campeggiato in un caravan park giusto giusto davanti ad Hocko’s mechanic repair, dove la mattina seguente il meccanico ci ha chiesto di portare la Pajero per la riparazione di circa 3 ore il giorno dopo. Risollevati un po’ dalla notizia, abbiamo fatto visita al centro informazioni di Ceduna, nel quale per prima cosa abbiamo chiesto consiglio su un Caravan park decente, visto che quello della notte appena passata, per quanto offrisse tutti i servizi, era molto trascurato. Eccoci allora a fare i “pacchiani” nel Foreshore caravan park, dove abbiamo affittato per un paio di notti una bella ensuite cabin, con tutti i comfort.
Il secondo consiglio, è stato su cosa vedere in città: dalle 10.30 alle 11.30 è possibile visitare un centro di cura di animali feriti, gestito da una famiglia locale e costruito nel loro cortile. Ci hanno accolto con un piccolo canguro avvolto in un marsupio di pail, trovato nel marsupio della madre, alla quale qualcuno aveva sparato.
La signora, ci ha spiegato che nel caso dovessimo trovare una femmina di canguro morta a bordo strada, se mai questa avesse nel suo marsupio un piccolo, per poterlo salvare bisogna tagliare il capezzolo a cui il piccolino è attaccato: infatti questi animali, specialmente quando sono molto piccoli, rimangono attaccati al capezzolo, e se tentate di tirarlo, sicuramente gli provocherete danni irreparabili alla bocca.
Oltre ai canguri, vengono curati anche 7 wombat, di cui un paio bianchi, specie piuttosto rara.
Una simpatica presenza è data anche dall’emù che scorrazza in giardino.
Ultimo consiglio chiesto al centro informazioni? Vista la bella giornata, è stato sulla spiaggia migliore in cui rilassarsi un pochino: non abbiamo perso tempo per raggiungere Shelley beach. Per noi è stata incantevole, poi giudicate voi.



Entrati ormai nel ruolo di villeggianti, non abbiamo fatto altro che dedicarci al puro relax tra cappuccino in centro paese a metà mattina, spiaggia + tardo pranzo pomeridiano e per finire spesa!
Il meccanico è stato di parola e l’half-day hospital della Pajero è terminato nell’ora di pranzo. 
Venerdì partenza da Ceduna, direzione il lungo ovest! Ci aspettano 1200 km per arrivare fino a Norseman.
Prima di attraversare il confine e trovarci in Western Australia (siamo a 7 stati su cui abbiamo messo piede), un detour su Fowlers Bay era d’obbligo: abbiamo fatto un po’ i cretini sulle dune di sabbia, cercando di usare un cartone trovato sul posto come bob per scendere dalle dune… purtroppo non ha funzionato! Troppo grip!!!



Altra sosta è stata Head of Bight, all’inizio della Great Australian Bight Marine National Park. Da qui si possono ammirare le balene da maggio a settembre: anche se capitate sul posto con un po’ di anticipo, vale la pena spendere 5$ per passegiare sulla costa di questo parco e ammirare il bel panorama. Se siete fortunati, potrete comunque avvistare qualche delfino e foca.
Eccoci percorrere il Nullarbor Plain, una distesa di blue bush, di cui non si riesce a scorgere la fine.





Il primo giorno di viaggio attraverso questa distesa ci ha portato fino a Moodini Bluff appena prima del tramonto, dove ci siamo accampati per la notte. Dopo altre 6 ore di viaggio, sabato 21 siamo arrivati a Norseman, in cui termina il nullarbor! Ce l’abbiamo fatta! Ritirato il nostro attestato al centro informazioni, e visitata la principale attrazione della città (i cammelli di ferro nella rotonda del centro), abbiamo deciso di dirigerci a nord, a Kalgoorlie per trascorrere la notte e ammirare il giorno dopo il Super Pit, la più grande miniera d’oro a cielo aperto d’Australia. 3,6km di lunghezza, 1,5km di larghezza e 500m di profondità: non avevamo mai visto dal vivo una miniera del genere ed è davvero impressionante!



Dopo questa interessante visita, lasciamo il sole caldo di questa città mineraria arrivando nel purtroppo uggioso clima di Esperance.
Esperance è una graziosa cittadina sulla costa sud, che vanta le spiagge più bianche d’Australia e volendole assolutamente vedere con il sole, abbiamo deciso di aspettare fino martedì (tra una grigliata e l’altra), giorno in cui, secondo le previsioni meteo, sarebbe uscito il sole. Così è stato e abbiamo avuto la fortuna di trascorrere una splendida mattinata al Cape Le Grand National Park.
Hellfire beach, Lucky Bay, Rossiter bay e Cape Le Grand beach: sono loro le protagoniste del parco con le loro bianchissime spiagge e l’acqua cristallina in cui ho nuotato nonostante facesse un po’ freschino.
Questi posti lasciano davvero senza fiato talmente sono belli, e per niente affollati. Un esempio: Cape Le Grand beach, spiaggia di 22km, persone incontrate 4. E’ davvero valsa la pena aspettare il bel tempo!
Dopo tutti i chilometri fatti, non solo noi, ma anche la Pajero si meritava un po’ di relax sulla spiaggia!


Già, perché qui in Western Australia, se hai una 4wd, ti è concesso entrare in queste immense spiagge ed esplorarle a bordo della tua macchina.
La nostra idea era quella di seguire la costa verso Albany, Margaret River, Bunbury, ma viste le previsioni meteo sfavorevoli e non volendo vedere il mare con la pioggia, ora riabbandoniamo la costa (con la promessa di non lasciarla inesplorata) per dirigerci al nord: nuova destinazione Hyden e la Wave Rock.

sabato 21 aprile 2012

Payla!

127km ad ovest di Alice Springs, si trova Hermannsburg (una piccola località dal tipico nome tedesco ma abitata solo da aborigeni) che diventa una tappa obbligata se da Alice decidete di visitare il Kings Canyon: qui infatti ci si deve fermare per acquistare un permit pass da $12 a persona per poter guidare lungo la Mereenie Loop Road, poiché all’interno di territorio aborigeno.
E’ una strada lunga 97km, e se anche voi dovete attraversarla a bordo di una Pajero o qualunque altra 4wd di 19 anni con po’ di acciacchi, preparatevi a tapparvi le orecchie e urlare se volete parlare in auto durante il tragitto! In pratica fanno pagare per transitare su una strada non asfaltata penosa, piene di buche, sobbalzi e rocce: è la prima volta che vediamo una strada conciata male così qui in Australia.
Dopo esserci venuto il mal di testa e aver raggiungo nuovamente l’asfalto (grazie al cielo! Possiamo baciare la terra! Ahahah), ecco che un po’ di pioggerellina ci accoglie nel tardo pomeriggio del 12/04 al Kings Canyon (anche detto Watarrka National Park). Le nuvole per fortuna si sono allontanate quasi tutte la mattina seguente, quando percorrendo la Canyon Rim Walk, camminata di 6km, il sentiero ci ha portato in cima al canyon e seguendone il bordo, abbiamo avuto l’opportunità di scoprire vedute meravigliose.


Avendo iniziato la camminata verso le 8 di mattina, per le 11 siamo risaltati in auto e la nuova destinazione è stata Yulara, un piccolo villaggio a soli 10km dall’Uluru e Kata-Tjuta National Park, dove abbiamo deciso di campeggiare per 3 notti.
Sulla strada per arrivare già lo si vedeva in lontananza: Uluru (Uluru è il nome aborigeno, mentre Ayers Rock è il nome non-aborigeno)!! Sarà anche soltanto una roccia li al centro dell’Australia, ma credeteci quando vi diciamo che è affascinante e vale davvero la pena inserirlo tra le vostre tappe se dovete affrontare un viaggio attraverso l’Australia!



PAYLA!
Questo è il benvenuto che le due tribù aborigene Pitjantjatjara e Yankuntjatjara (potete anche chiamarli Anangu) danno ai turisti che entrano nella loro terra.
Sono loro i proprietari ufficiali del parco, ma per ottenere questo riconoscimento, hanno dovuto cedere l’appalto della sua gestione allo stato nel 1985 (tale accordo terminerà tra 99 anni).
Per entrare nel parco nazionale, si pagano $25 a testa, ma la validità del biglietto è di 3 giorni, tempistica perfetta per poterlo visitare tutto con calma e godersi le spettacolari albe o tramonti.
Appena arrivati il 13/04 abbiamo acquistato il pass e visitato il Cultural centre, a 2km dalla base di Uluru. Non è consentito fare foto o riprese al suo interno, poiché gli aborigeni l’hanno voluto per cercare di educare i turisti sulla storia e l’importanza della loro terra, raccontando parte delle loro credenze e leggende e soprattutto spiegando che per loro la terra su cui ci si trova e Uluru sono luoghi sacri e quindi ne pretendono il pieno rispetto:

•    Chiedono di non portare via pezzi di roccia o sabbia dal loro territorio sacro. Nel Cultural centre hanno esposto un libro pieno di lettere ricevute da turisti che negli anni passati hanno rubato pezzi di terra e portati a casa come souvenir. Vi starete chiedendo perché hanno scritto delle lettere? Per rispedire ai proprietari ciò che avevano rubato perché dal momento in cui hanno preso ciò che non dovevano sono stati perseguitati da sfiga nera!! Superstizione, coincidenze…chi lo sa! Meglio non rischiare e lasciare tutto al proprio posto! Oltre alla sfiga potrete portarvi a casa una bella multa salata di $5000 se venite colti con le mani nel sacco!
•    Chiedono di non scalare Uluru: loro non lo fanno e chiedono di fare come loro! La scalata, che permette di arrivare in cima ai suoi 348m d’altezza, è comunque aperta al pubblico: sta ad ognuno di voi decidere cosa fare. Il sentiero che si deve percorrere infatti è stato quello intrapreso dai loro antenati Mala al loro arrivo ad Uluru, e secondo la tradizione, non dovrebbe essere calpestato da orme umane. Solo alcuni uomini delle loro tribù hanno il diritto di salire.
Noi abbiamo scelto di non scalare, e la mattina seguente ci siamo incamminati seguendo la base walk, il sentiero di 10km che ti permette di fare il giro completo di Ayers Rock e di ammirarne la bellezza da diverse angolazioni. Potrà sembrare una roccia più o meno regolare quando la guardate in cartolina o in qualche immagine dei depliant, ma in realtà è una roccia multidimensionale assolutamente affascinante, e quella che da lontano può sembrare una superficie liscia, da vicino si rivelano sorgenti, pozze, caverne e alcuni antichi dipinti.
Non sapendo scegliere una sola foto che possa darvi l’idea della sua bellezza (non so se lo avete capito, ma ci ha totalmente rapito!), ecco qualcosa che speriamo possa colpirvi..





Durante la camminata si incontrano dei punti chiamati “sensitive area”, dove gli Anangu chiedono di non fotografare né riprendere i luoghi sacri che si incontreranno: ritengono che rivedere questi siti in foto o video in un posto diverso da Uluru, nel punto in cui si trovano, non abbia senso!
Soddisfatti della bella giornata, siamo tornati in camping per prepararci la cena al sacco, e con le nostre sedie e il tavolino, siamo andati a gustarcela al tramonto davanti ad Uluru dopo esserci collegati in diretta skype con i nostri genitori! Che bello poter far vedere anche a loro questo spettacolo in diretta!




Domenica 15/04 è stata invece la giornata dedicata a Kata-Tjuta, gruppo roccioso a 35km di Uluru, meno famoso , ma non di certo meno pittoresco! Si tratta di 36 cupole rocciose che formano vallate e costituiscono i Monti Olgas (la cupola più alta arriva a 546m). Sono uno spettacolo!! Li abbiamo esplorati seguendo la Valley of the winds, camminata di 7,4km che permette di camminare tra le teste e trovarsi davanti ad una vallata da mozzare il fiato!


Anche Kata-Tjuta è sacro per gli Anangu, e chiedono di seguire solo il sentiero tracciato, evitando di scalare le teste.
La mattinata si è conclusa con una vista panoramica del posto, da cui in lontananza si vede anche Uluru.


Il resto della giornata invece l’abbiamo passato rinfrescandoci nella  piscina del camping e preparandoci la cena da gustare nuovamente al tramonto davanti ad Uluru.

Dispiace dover abbandonare questo magico posto, ma sappiamo che con qualche giorno di viaggio, raggiungeremo posti altrettanto meravigliosi.
Payla!! A presto….


sabato 14 aprile 2012

A town like Alice

Coccodrillo, Cammello, Emù e Kangaroo!
Alice Springs è una tranquilla e unica cittadina nel centro dell’Australia, quindi punto di riferimento per tutti gli abitanti delle zone remote per un raggio minimo di 600 km. Arrivati la sera del 5/04, abbiamo alloggiato per un paio di notti al Desert Rose Inn. Il giorno seguente, Good Friday, la città era praticamente deserta perché festa nazionale e tutti i negozi e le “attrazioni” erano chiusi. Abbiamo girovagato tra le vie di Alice senza una meta precisa, visitando nel pomeriggio l’Anzac Hill e cenando poi la sera all’Overlanders Steakhouse. Abbiamo ordinato il Drover’s blowout, un menù di 4 portate: zuppa di patate e lenticchie, vassoio di degustazione di carni australiane (coccodrillo, cammello, emu e canguro),rump steak da 250g e per finire un dolce accompagnato da caffè bollente. Tutto molto buono!


Ancora un po’ appesantiti dalla cena del giorno prima, lasciando il Desert Rose Inn, abbiamo notato con sorpresa che i gommisti erano aperti, e ne abbiamo subito approfittato per acquistare un nuovo treno di gomme. Il gommista però non ha potuto fare la riparazione sul bullone danneggiato della ruota posteriore, consigliandoci di rivolgerci da un meccanico, ma di non preoccuparsi a viaggiare in auto. Ma se sabato era giorno lavorativo per i gommisti, per i meccanici le ferie si prolungavano fino a martedì. Abbiamo scelto di non allontanarci eccessivamente dalla città e di trascorrere a circa 200km, all’Ormiston Gorge nel West MacDonnell Ranges, la Pasqua. Arrivati al campground nel pomeriggio, abbiamo piazzato la nostra tenda, tirato giù le sedie dal portapacchi e….. relax in preparazione delle passeggiate previste per il giorno dopo.

Relax all'Ormiston Gorge
 In camping non si fa mai ne troppo tardi ne troppo presto, si sfrutta sempre dall’inizio alla fine la luce del giorno: colazione all’incirca alle 6.30 e cena alle 17.45, prima che cali il buio….rilassandosi poi con un bel thè caldo prima della nanna alle ore 21.30.. come quando eravamo bambini!
Non potevamo trascorrere meglio la domenica di Pasqua, passeggiando lungo il Gum Walk sul letto del fiume ai piedi del canyon, con la fortuna di aver avvistato una coppia di Rock-wallabies.

Poi abbiamo camminato per 5 km, fino al primo lookout della Larapinta trail sezione 10 (La Larapinta Trail è una passeggiata divisa in 12 sezioni che parte da Alice springs e prosegue per 233,5 km all’interno del West MacDonnell National Park). Qui si è nel bel mezzo del bush: il paesaggio che ci si trova davanti è davvero unico e spettacolare. Fortunatamente durante questa passeggiata il cielo era un po’ nuvolo e ci ha permesso di non schiattare sotto il sole cocente. Se il sole non ci ha fatto compagnia, ci hanno pensato le innumeroveli e tanto amichevoli mosche del bush a seguirci e ronzarci intorno ad ogni singolo passo!
La “cranio-zanzariera” questa volta ci ha salvato!



Il sole è tornato giusto in tempo durante il cammino di rientro, quindi non potevamo che rinfrescarci tuffandoci nel gorge: ebbene si, anche nel bel mezzo del deserto australiano si può fare il bagno!

Lunedì, tornando verso la città, abbiamo fatto tappa a:

Ochre Pits, cave di ocra usate un tempo dagli aborigeni per ricavare I colori indispensabili per i loro cerimoniali



Serpentine Gorge, che dopo una breve passeggiata e scalata fino al lookout, ci ha regalato una vista splendida



Ellery creek bighole (anche qui si può nuotare!!)



Simpson gap, canyon scavato nella montagna nel corso di 60 milioni di anni di erosionee alla tomba di
John Flynn: personaggio davvero importante qui in Australia,
iniziò tramite la radio (a pedali)  un percorso lungo e ancora in corso per rendere le comunicazioni veloci ed efficienti soprattutto in casi di emergenza per le comunità e le persone che vivono nelle zone remote del centro Australia. Oggi Flynn sarebbe orgoglioso della School of the Air e dei Royal Flying Doctors, di entrambi abbiamo avuto il piacere di visitarne le sedi il giorno seguente e ne siamo stati davvero colpiti.
La School of the air (http://www.assoa.nt.edu.au/) tutt’oggi insegna a circa 100 studenti nella più grande aula del mondo. La School of the air infatti copre una superficie di 1.300.000 km quadrati, zone remote dove gli studenti possono seguire le lezioni tramite collegamenti web ( prima dell’avvento di internet tutto era via radio).
I Royal Flying doctors (http://www.flyingdoctor.org.au/) sono, per tutte le persone che vivono isolate nelle fattorie ( a volte circa 400 o 600 km dalla prima città), gli unici  con i loro aerei e la loro preparazione a garantire cure e soccorsi in casi di emergenza.
Di questa istituzione volante siamo riusciti a vedere anche qualche vecchio aeroplano in esposizione all’Aviation Museum, piccolo ma davvero ben tenuto ritrae la storia dell’aviazione nel centro Australia.


La fine di questa giornata dedicata ai musei e alla cultura siamo andati a ritirare la nostra Pajero dal meccanico, fresca di tagliando non abbiamo perso tempo ricominciando a macinare kilometri alla volta di Kings Canyon!



venerdì 6 aprile 2012

South Australia!

Abbiamo trascorso 3 notti ad Adelaide al Backpack oz, un ostello molto carino, pulito e con la colazione gratis! La città in se, soprattutto considerando che è la capitale del South Australia, ci ha un po’ deluso: non so cosa ci aspettavamo di trovare, ma le strade, la gente e l’atmosfera, non ci hanno trasmesso granché. Arrivati in città nel primo pomeriggio del 22 marzo. Abbiamo passeggiato un po’ per la Rundle Street, la via principale, piena di ristoranti e pub. Abbiamo trascorso la serata alla ricerca di un buon ristorante per la cena (abbiamo optato per un Thai) e un cinema per vedere “The rum diary”. La mattina seguente siamo passati dal Central market, mercato dove si trovano caffè, pane, frutta e verdura, ma soprattutto ottima carne a prezzi stracciati!

Central market, Adelaide
 Abbiamo curiosato tra i negozi di Rundle Mall, camminato fino a North Terrace, visto il memorial alla guerra mondiale, per poi ritornare in centro in tempo per l’happy hour dell’ostello e una pizza d’asporto. Quando abbiamo chiesto al centro informazioni cosa vedere in città, ci hanno consigliato di uscire e andare al mare, a Glenelg, o Hahndorf, il più antico (1839) insediamento tedesco in Australia. Visto il tempo incerto, abbiamo scelto Hahndorf, piccola ma carina, dove era inevitabile fermarsi a mangiare un piatto tipico tedesco. Oltre a ristoranti e negozi di souvenir, non c’è molto altro, ma vicino al centro informazioni, abbiamo trovato un’esposizione di vecchi giocattoli a manovella. Ecco il più simpatico...



Secondo i nostri piani il 25 doveva essere giorno di partenza alla volta del Nullarbor, ma il pomeriggio prima, abbiamo trovato lavoro con una sola telefonata fatta. Cambio di programma e via verso nord con destinazione Ingomar station. Questo è quello che sapevamo di incontrare grazie a Google maps.. il niente!!

Ingomar station, South Australia
Qualche casetta, ancora cabins e….. un woolshed! Già, perché questa volta siamo andati a lavorare con le pecore come woolhandler: raccogli, stendi, controlla e pulisci la lana! Su 16 persone, due proprio non le potevamo reggere, e le migliaia di pecore viste avevano uno sguardo molto più intelligente di loro!. I metodi e il luogo dove si svolge il lavoro, a parte i rasoi che hanno sostituito le cesoie di un tempo, è rimasto lo stesso del passato. Diciamo però che la favola dell’allegra tosatura è un falso! Non pensiamo che per queste povere bestie l’esperienza sia tanto piacevole.. immedesimatevi in una di loro: di punto in bianco una volta all’anno, mentre siete a pascolare selvagge nel bush, venite radunate in gruppo, caricate su un camion e poi spostate in paddock sempre più piccoli, fino a trovarsi in quello davanti al tosatore. Tutte vicine vicine e spaventatissime, almeno le più piccole che non sono mai state tosate e non sanno a cosa stanno andando incontro. La mattina vengono rintronate con un po’ di musica, e poi si sentono accendere i rasoi.. e la giornata ha inizio! Arriva il tosatore, ti prende per le zampe davanti e ti trascina in postazione..per quelle che creano un po’ di difficoltà scalciando o non stando ferme poverine, arriva qualche botta! Diventa infatti difficile la tosatura e pericoloso perché può essere tagliata (ma poi subito cucita) in alcuni punti. La maggior parte di loro quando sono state alleggerite dal peso della lana, non riescono nemmeno a rialzarsi in piedi da quanto sono spaventate, e con un aiutino (solitamente una spinta o un calcio nel sedere), vengono spinte fuori! Finalmente libere!!! E l’appuntamento è per l’anno successivo!
Ecco la dimostrazione su come si svolge il lavoro.


Abbiamo trascorso così 8 giorni pieni di lavoro, con pausa ogni 2 ore, spuntini cucinati e soprattutto ogni pranzo e cena preparato dalla fantastica cuoca di Kangaroo Island. La sera dopo il lavoro, ci si radunava in cortile a chiacchierare, bere una bibita bella ghiacciata (visto il caldo delle giornate!) e nei momenti liberi, abbiamo fatto amicizia con Dallia, la bellissima red dog della cuoca, il cavallo e appena calava la sera, con insetti giganti mai visti in vita nostra!!



E’ stato interessante vedere questo squarcio di vita dell’outback australiano, ma ora siamo bei contenti di risalire sulla nostra Pajero e dirigersi verso nord ad Ayers Rock.


Ecco…. Dunque, durante il nostro viaggio, ovviamente è capitato un altro imprevisto, e i programmi sono cambiati nuovamente strada facendo! La gomma posteriore destra è esplosa.. non sullo sterrato, ma sulla strada asfaltata di recente qui nel North Territory! Pronti per cambiare la gomma con il sorriso, prendendoci un po’ in giro su quanto siamo fortunati di recente, ci siamo accorti che i due bulloni che hanno usato per fissare la ruota di scorta al portellone hanno dimensioni diverse da quelli delle nostre ruote, e che quindi non potevamo svitarle con le nostre chiavi! DAMN!!!! Dopo diversi tentativi per fermare quelle poche macchine che sono passate, un gentilissimo signore della Telstra (mai stati più fieri di averla come compagnia telefonica!) si è fermato per provare ad aiutarci! Aveva la chiave della misura giusta, ma mancava la leva per svitare il bullone! Niente da fare… poco più tardi un signore su una Jeep bianca si è fermato un po’ titubante e ha sfoggiato, e probabilmente usato per la prima volta, la sua linda, luccicante nera lucida chiave, che grazie a dio era esattamente della misura di quei due maledetti bulloni!!! Dopo un’ora abbondante, e poco prima che calasse il sole, ecco fatto!! La gomma è stata montata e ora ci troviamo ad Alice Springs. La nostra speranza era di trovare un meccanico aperto.. ma indovinate un po’?! Le vacanze di Pasqua sono iniziate, quindi tutto chiuso fino martedì! Che succederà ora?

giovedì 22 marzo 2012

Bye Tassie, good morning Great Ocean Road!

Dopo esserci goduti la vista della Bay of Fires e un bel riposo a St Helens, ci siamo svegliati belli carichi e di nuovo pronti alla guida: questa volta in direzione Burnie.
Ma prima che continuiate a leggere, guardatevi il video di questo simpatico echidna che avevamo fatto al Deep Creek campground al Mt William NP, appena prima di spostarci a St Helens.


Sulla nostra Lonely Planet abbiamo letto che a Burnie, nel Makers’ Workshop (www.creativepapertas.com.au), c’era la possibilità di vedere come si produce la carta in via artigianale. Così eccoci dopo una tranquilla guida ad assistere di persona alla produzione della carta in un tour più che esclusivo, visto che eravamo gli unici due partecipanti! I materiali che vengono utilizzati sono tutti quelli che altre aziende scartano dalle loro produzioni, ad esempio fili di cotone di vari colori, pezzi di tovaglioli, jeans, mele e molto altro, fino ad arrivare alla Roo/Wombat poo (la simpatica cacca di canguro e wombat!).
 Sì, da questi elementi si ricava la carta! Il processo è interessante e relativamente semplice, tanto che anche noi abbiamo avuto l’opportunità di creare i nostri due fogli di carta a partire da cotone e fili color porpora. Ma se la vostra domanda è ancora “Ma la carta ricavata dalla cacca puzza?” La risposta sorprendentemente è NO, e noi non abbiamo perso l’occasione per acquistarne qualche profumatissimo foglio! Ahahahah.
Dopo questa interessante esperienza, e dopo aver scelto di pernottare a Wynyard per due notti, i programmi per la sera sono stati cinema e cena a Burnie. Siamo andati a vedere “The Artist”, film muto in bianco e nero, che ci è piaciuto davvero molto, e per la prima volta Laura non si è persa una battuta! Ahahah. Per cena siamo andati al Mallee Grill, steak house del posto, dove mi sono gustato uno Scotch Fillet di 400g al sangue davvero ben cucinato!
La carica di ferro serale è stata consumata all’indomani per la scalata e passeggiata al The Nut (http://www.discovertasmania.com/activities__and__attractions/popular_attractions/the_nut,_stanley) che è una formazione vulcanica alta 152m sulla costa, dalla cui cima abbiamo goduto di un panorama magnifico. La Tasmania per questo nostro ultimo giorno ci ha regalato una calda giornata di sole, così, approfittando di questa rara costanza climatica, non potevamo fare altro che andare in spiaggia, scegliendo una bella caletta deserta al Rocky Cape National Park.


Un bel tuffo, relax e un po’ di tintarella…ci voleva proprio, e poi si sa, il sole e il mare stancano anche senza fare niente, e soprattutto mettono appetito! Visto che la sera prima avevamo fatto il pieno di carne, per questa sera abbiamo scelto il pesce al Buckaneers di Wynyard, che oltre ad essere ristorante e take away, è anche pescheria: freschezza del prodotto assicurata! Proprio buono!
Questa è stata la nostra ultima cena e notte in Tasmania, infatti il 19 la Spirit of Tasmania I ci ha riportato da Devonport nella main land. Salutiamo così, non con un addio, ma perché no, con un arrivederci la bella, incontaminata, selvaggia e incredibilmente imprevedibile (climaticamente parlando) Van Diemen’s Land.
Attraccati alle 6.30 del 20 marzo a Melbourne, proseguiamo il nostro viaggio verso i Dodici Apostoli, percorrendo la Great Ocean Road (http://www.visitvictoria.com/Regions/Great-Ocean-Road.aspx), c’è il sole e fa caldo, che bello!


Guidando su questa mitica strada, che parte da Torquay e termina dopo 250 km a Warrnambool, non si può fare a meno di fermarsi ad ogni lookout per ammirare il capolavoro creato dalla natura in questo splendido tratto di costa. La nostra prima sosta è stata Bells Beach, leggendaria tra tutti i surfisti del mondo (non a caso questo tratto di costa è chiamato Surf Coast).


Proseguendo ci siamo fermati a Point Addis, Aireys Inlet Lighthouse, al Memorial Arch per una foto, e dirigendoci verso Cape Otway li abbiamo visti! Eccoli sugli eucalipti, i sempre dormienti koala!


D'altronde si sa, digerire mette sonno! Sosta dopo sosta, arriviamo finalmente alla meta: i Dodici Apostoli, questi faraglioni solitari che tolgono il fiato solo a vederli!


Ancora una volta la natura australiana ci lascia senza parole davanti a questa bellezza! Io non ho perso l'occasione di tuffarmi sotto un apostolo nella Gibson Beach!


Campeggiamo per la notte poco lontano, a Princetown, dove per tutta la sera e durante la notte, la nostra tenda ha rischiato di accartocciarsi ripetutamente su se stessa. Infatti se di giorno il sole ci ha fatto compagnia, la notte ha portato vento forte, pioggia e anche un pochino di freddo. Ci siamo risvegliati belli che insabbiati grazie alla nostra tenda estiva!
Ancora una volta temprati dal clima, ieri mattina abbiamo continuato a percorrere la Great Ocean Road, sostando ad ammirare Loch Ard Gorge, The Arch, London Bridge e The Grotto, facendo poi rifornimento di viveri a Warrnambool e terminando la giornata con una bella zuppa calda di zucca cucinata da Laura dentro la nostra cabin per la notte a Nelson, nel Kywong Caravan Park.
Adesso indovinate un po' dove siamo? Abbiamo da un paio d'ore passato il confine, e dal Victoria ci troviamo in South Australia: Adelaide ci aspetta!

venerdì 16 marzo 2012

What's the weather like in Tasmania??

Volete la nostra risposta? Un casino! Sole, nuvole, nuvole, nuvole, pioggia, sole, vento, caldo, freddo, pioggia, pioggia e ancora pioggia e se dio vuole ancora un po' di sole. Ci era stato detto che qui in Tasmania devi essere pronto a tutto perchè il tempo cambia sempre ed in fretta, e noi lo stiamo constatando. Ci scusiamo per il ritardo nel pubblicare il post, ma abbiamo avuto problemi con il pc (dopo la batteria sostituita a Mildura, ora abbiamo dovuto cambiare anche l'alimentatore perchè non entrava più in carica) e nella maggior parte dei parchi in cui siamo stati, la ricezione non c'era!
Da quando abbiamo lasciato Cygnet il 3 marzo, la vera esplorazione della Tasmania è iniziata!
Sabato 3: Hobart e il suo famoso Salamanca market, dove si trovano prodotti di diverso genere, ma i migliori in assoluto sono stati quelli artigianali fatti con legno locale. Dopo aver mangiato un panino con la salamella dal banchetto tedesco, ci siamo concessi un delizioso dolce ed un caffè bollente a Battery Point al Jackman & McRoss, ritenuta la pasticceria/panetteria/caffetteria migliore di tutta l'isola: ottima davvero!
Nel primo pomeriggio abbiamo lasciato la capitale in direzione del Tasman National Park, nella Tasman Peninsula. Eravamo tutti lanciati per una lunga passeggiata la mattina dopo, ma anche questa volta, pioggia! Cambio di programma: siamo andati a Port Arthur, la colonia penale del 1830, dove venivano confinati tutti i criminali australiani e quelli provenienti dall'Iinghilterra.


Ci hanno colpito l'Old Asylum e la prigione modello, dove regnava il silenzio. I galeotti non potevano nè parlarsi nè vedersi e come ulteriore punizione, ogni domenica venivano portati uno ad uno in chiesa (i poliziotti impiegavano circa un'ora e mezza per riempire la chiesa), sistemati dentro il loro cubicolo per ascoltare tutte le volte lo stesso sermone della durata di 2 ore, probabilmente per 30/40 anni della propria vita. Nel sito storico, abbiamo trovato anche un giardino commemorativo per le vittime del massacro di Port Arthur del 1996 (articolo del Corriere della sera)


Lunedì 5, dovendo aspettare dal meccanico di Sorell l'arrivo del Turbo hose di ricambio per la nostra Pajero (imprevisti on the road che capitano), siamo andati a curiosare a Richmond, un piccolo villaggio molto carino che detiene il record per il ponte più vecchio d'Australia (1823) e per la prima chiesa cattolica australiana (1836). Dopo aver pranzato immersi tra le oche e le anatre sul prato vicino al Richmond bridge, siamo tornati ancora al Tasman NP, fermandoci per un paio di foto a Pirates Beach, Tasman Arch e Devils Kitchen. La speranza era quella di essere fortunati al secondo tentativo come con la Wineglass Bay, ma niente!

Questo parco proprio non ci ha voluto:  ci siamo svegliati e abbiamo fatto la nostra camminata di 5 ore fino a Cape Hauy sotto la pioggia e il vento! Siamo tornati fradici e congelati, ma almeno la vista a fino percorso ne è valsa la pena. E' stata l'unica volta in cui abbiamo pensato "Se non avevamo già preso il biglietto per tornare a Melbourne, lo prendevamo ora e partivamo domani!" Ci ha proprio sfinito! Mandato climaticamente al diavolo questo parco mercoledì 7, dai diavoli ci siamo andati anche noi! Abbiamo visitato il Tasmanian Conservation Park www.tasmaniandevilpark.com. Non è un semplice parco faunistico dove mettono in mostra canguri, wallabies, e diavoletti, ma è un centro di ricerca, cura e tutela per i diavoli della Tasmania, per questo abbiamo deciso di fermarci. In fondo, avevamo già visto tutti questi animali in libertà durante le visite ai parchi, e vederli li, ci ha messo un po' di tristezza addosso. Comunque, lo sapevate che circa il 70% dei diavoli in libertà è affetto da tumore alla faccia e passandoselo tra loro stanno diventando una specie in via di estinzione? In questo centro pare che siano a buon punto per trovare cromosomi resistenti nel cuccioli nati qualche mese fa, con la speranza di salvare la vita di qualche adulto. Ormai è una rarità trovare un diavolo che superi i 5-6 anni di vita. Se volete saperne di più sul DFTD (Devil Facial Tumour Disease), cliccate qui.


Passando da Hobart per un salto all'Anaconda, dove abbiamo fatto un paio di acquisti perripararci dalla pioggia in campeggio e per scaldarci un po' visto che purtroppo ogni tanto fa freschino, abbiamo deciso di fermarci in città per la notte e concederci una cena in un ristorante indiano a base di curry!
La mattina dell'8 via verso la città più a sud di tutta l'Australia: Cockle creek, per esplorare anche il Southwest National Park ed affrontare 6 ore di camminata tra la Fisher point walk e il Southwest cape track. Siamo passati nel bel mezzo del Wilderness, e la vegetazione che abbiamo incontrato ci ha lasciato a bocca aperta: uno spettacolo!


Il 10 (è stato il compleanno di Filippo! Auguriii!!) alle 9.30 siamo saliti a bordo della Ida Bay Railway, l'ultima ferrovia rimasta a circolare nel bush, che in 1 ora ci ha portato all'omonima baia. Ritornati con i piedi per terra, dopo un'oretta di viaggio, ci siamo trovati a camminare tra le cime degli alberi a 20m con la Tahune Air walk, una passeggiata sopraelevata nella Tahune Forest Reserve. E' da mozzare il fiato tutto il verde che si trova qui in Tasmania! Splendido!! Ci siamo fermati a vedere anche l'eucalipto più alto rimasto: 80m! Anche se non enorme come le sequoie americane, trovarsi davanti ad un gigante del genere fa sentire l'uomo un esserino piccolo piccolo.

Nuova destinazione: Mt.Field National Park. Qui si che abbiamo trovato il freddo: abbiamo dormito in tenda con calze di lana, pantaloni, pail, sacco a pelo, coperta, giaccone sopra la coperta e...cuffia! però non abbiamo patito neanche un po' durante la notte! Sistema infallibile! ahahahahah

Il mattino dopo ci siamo scaldati con una bella passeggiata a curiosare tra le cascate e abbiamo scoperto durante il percorso della possibilità di una passeggiata in notturna per ammirare i Glow-worms! Ovviamente siamo andati e li abbiamo visti: esistono davvero vermi fluorescenti! Basta stare 5 minuti al buio completo per far abituare la vista alla visione notturna e ne vedi tantissimi a bordo percorso: che forza!
Il 12 e il 13 mattina è stata la volta del Lake St Claire National Park (è stato il campeggio più caro: $25/notte invece di $13) dove la vista del lago e le passeggiate alla ricerca dei platypus sono state meravigliose. Animali diurni non ne abbiamo incontrati, mentre la sera, abbiamo incontrato per la prima volta l'eastern quoll e per l'ennesima volta il nostro amico Franco il possum! A fine camminata ci siamo diretti a Launceston, dove abbiamo visitato la Franklin House e alle 17.30, Kelly (vi ricordate la ragazza che nell'ultimo post aveva prestato la tavola da surf a Filippo? E' lei!) e Maurizio con le loro adorabili bimbe Luna e Aurora, ci hanno accolto a casa loro come se ci conoscessero da tempo, ma in fondo diciamocelo, hanno ospitato degli sconosciuti, offrendoci una cena e ospitandoci per la notte. Una famiglia giovane davvero fantastica! Grazie di tutto e arrivederci in Queensland a questo punto! ahahahah



Ormai avrete capito che con il tempo contato, non possiamo fermarci troppo nello stesso posto, così eccoci nuovamente a visitare il City Park, dove c'è una gabbia di macachi giapponesi....cosa ci fanno qui in Tasmania? Probabilmente se lo stanno chiedendo anche loro, ma noi abbiamo scoperto che sono stati scambiati con dei wallabies. Scambio culturale abbastanza strano! Eccoci poi a Cataract Gorge e ancora via verso il Mt. WIlliam National Park! Essendo il 52% del territorio Parco Nazionale, non potevamo non cercare di visitarne il maggior numero possibile. Ci siamo trovati piacevolmente sorpresi nel trovarci davanti una splendida e inaspettata spiaggia bianchissima e un mare turchese favoloso...unico neo sempre e soltanto il tempo: nuvolo tutto il tempo! Qui abbiamo aggiunto alla nostra lista di animali visti in libertà, anche l'echidna! Cari che bella, e per nulla spaventata da noi!!!!
Ora eccoci a St Helens, in un appartamento rifornito di tutto, per goderci una notte con tutte le comodità della vita quotidiana! E domani? Dove andremo a finire?

mercoledì 29 febbraio 2012

Discovering Tassie

Come avrete capito dall'ultimo post ci eravamo imbarcati sulla Spirit of Tasmania II e abbiamo raggiunto la Tasmania il 19 febbraio dopo una piacevole nottata di viaggio.
Sbarcati alle 6.00 (il traghetto è stato puntualissimo!) a Devonport, in un clima uggioso a cui non eravamo più abituati, ci siamo diretti verso Swansea a circa 2 ore e mezza d'auto. Qua abbiamo deciso di alloggiare allo Swansea Backpackers per due notti. L'ostello è molto bello, moderno e pulito e il proprietario Ken, che abbiamo avuto il piacere di conoscere, è davvero una persona eccezionale.

Ken e lo Swansea Backpackers
Abbiamo deciso di fermarci a Swansea, perchè questa graziosa cittadina che si affaccia sul mare si trova a circa 40 minuti d'auto dal Freycinet National Park (http://www.parks.tas.gov.au/?base=3363) e a circa 5 minuti dal centro città si può raggiungere la bellissima Nine mile beach, dove abbiamo fatto una bella passeggiata il giorno stesso del nostro arrivo, dopo aver gustato delle freschissime ostriche e un ottimo Fish & Chips all'Oysterbay Seafood consigliato da Ken e dove con nostra sorpresa abbiamo anche conosciuto il cuoco, il mitico Alessandro di Milano in attesa di diventare cittadino Australiano (facci sapere come è andata!!!).
Il giorno dopo ci siamo diretti al Freycinet NP con la convinta intenzione di raggiungere a piedi la famosa e bellissima Wineglass bay. Purtroppo il clima non è stato clemente con noi e causa pioggia siamo riusciti solo a raggiungere il lookout che da sulla baia: la vista non è stata da cartolina, ma ci siamo ripromessi di tornare e raggiungere la meta in una bella giornata di sole! Così il clima ci ha "imposto" una visita alla Kate's berry farm (http://www.katesberryfarm.com/site/location/) dove, sorseggiando un caffè bello caldo, ci siamo gustati una torta ai mirtilli da volar via!! Troppo buona!! Sulla strada di ritorno per l'ostello ci siamo imbattuti nella palestra all'aperto e Laura non ha saputo resistere a provare gli attrezzi ginnici, dando ovviamente il meglio (o il peggio) di se stessa!



Il 21 abbiamo lasciato Swansea, direzione Cygnet (circa 3 ore d'auto).  Abbiamo fatto sosta appena prima di Hobart all'Oyster farm Barilla Bay (http://www.barillabay.com.au/) dove cisiamo deliziati con un pranzo davvero eccellente: Pork belly per Laura e per me una degustazione di 30 freschissime ostriche con diversi topping, uno più buono dell'altro!!

Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto la Black Jack Valley a Cygnet, dove Julian ci sta ospitando. Siamo infatti a tutti gli effetti WOOFERS (http://www.wwoof.com.au/). Lavoriamo circa 5 ore al giorno con lui in cambio di alloggio e 3 pasti giornalieri. Lui è davvero un personaggio: si è costruito una eco-casa nel suo terreno, ricava la corrente da piccoli pannelli solari, l'acqua usata è quella piovana, non ha frigorifero e per avere l'acqua calda per la doccia bisogna farla scaldare circa un'ora prima bruciando la legna. Insomma, vive cercando di inquinare il meno possibile. Dopo un'ottima colazione a base di pancakes fatti con le uova delle sue galline e marmellata di sua produzione, i lavori che abbiamo fatto finora sono stati vari: oltre a curare l'orto, da cui ogni giorno Julian raccoglie verdure che ci cucina sempre in modi diversi, e in cui abbiamo avuto il primo incontro con un serpente australiano, abbiamo anche tagliato un albero morto di circa 20 metri e fatta la legna, tutto a mano! In questi giorni stiamo costruendo un muro di bottiglie di vetro che in futuro verrà sfruttato per una serra.

Julian, il bottle's wall e la muratora
L'ultimo fine settimana abbiamo avuto due giorni liberi e approfittando del clima davvero favorevole, 35 gradi e cielo blu senza nuvole, venerdì pomeriggio siamo tornati al Freycinet NP, questa volta in tenda nel camping del parco, proprio davanti alla spiaggia! Eccezionale!
Al calar del sole sono venuti a trovarci dei simpatici personaggi, guardate qua!

 
Sabato mattina ci siamo incamminati per la Wineglass bay e, che dire!! Questa volta nella cartolina ci siamo anche noi!


Uno spettacolo da lasciare senza parole, spiaggia stupenda, 10 persone al massimo (si raggiunge dopo circa 1 ora e mezza di camminata) e acqua cristallina: da film! Il tuffo è stato d'obbligo, l'acqua era bella fresca, ma dopo il camminare e con il bel caldo ci voleva proprio!


Tra un tuffo e l'altro ci siamo crogiolati e rilassati  per un paio d'ore al sole dopo di che ci siamo incamminati sulla strada del ritorno, questa volta passando dall'Hazard Circuit, altra passeggiata piuttosto impegnativa di circa 2 ore, 8 km, che ci ha riportato tra paesaggi costieri incatenvoli al parcheggio dove avevamo lasciato l'auto.

Alla sera... beh, immaginerete che bella dormita ci siamo fatti!!

Belli freschi la domenica mattina ci siamo diretti alle Friendly beaches, scegliendo uno delle tante spiagge da sogno, dove una ragazza (abbiamo scoperto che è sposata con un italiano di Lodi!) mi ha prestato la tavola da surf, probabilmente per farsi delle grasse risate con Laura, visto che non mi sono riuscito ad alzare neanche una volta!!
Non potevamo non concederci il pranzo domenicale e così siamo tornati a Swansea (di strada verso Cygnet) per tornare a trovare Alessandro e gustarci per me ancora Fish & Chips e per Laura liguine con sugo di pesce! Bravo Alessandro sei davvero un ottimo cuoco!