Abbiamo pensato molto a questo viaggio: un lungo viaggio che in qualche modo speriamo possa cambiare la nostra vita, le nostre prospettive, e che, ne siamo certi, ci riempirà il cuore di emozioni e sensazioni indimenticabili.
Questo è il nostro VIAGGIO e il tempo delle vacanze è finito!
La sfida: 1 continente, 6 stati, 2 territori, 7.686.850 km² da scoprire in 365 giorni con il Working Holiday Visa. Ce la faremo?
L'avventura inizia da Sydney
Abbiamo trascorso 3 notti ad Adelaide al Backpack oz, un ostello molto carino, pulito e con la colazione gratis! La città in se, soprattutto considerando che è la capitale del South Australia, ci ha un po’ deluso: non so cosa ci aspettavamo di trovare, ma le strade, la gente e l’atmosfera, non ci hanno trasmesso granché. Arrivati in città nel primo pomeriggio del 22 marzo. Abbiamo passeggiato un po’ per la Rundle Street, la via principale, piena di ristoranti e pub. Abbiamo trascorso la serata alla ricerca di un buon ristorante per la cena (abbiamo optato per un Thai) e un cinema per vedere “The rum diary”. La mattina seguente siamo passati dal Central market, mercato dove si trovano caffè, pane, frutta e verdura, ma soprattutto ottima carne a prezzi stracciati!
Central market, Adelaide
Abbiamo curiosato tra i negozi di Rundle Mall, camminato fino a North Terrace, visto il memorial alla guerra mondiale, per poi ritornare in centro in tempo per l’happy hour dell’ostello e una pizza d’asporto. Quando abbiamo chiesto al centro informazioni cosa vedere in città, ci hanno consigliato di uscire e andare al mare, a Glenelg, o Hahndorf, il più antico (1839) insediamento tedesco in Australia. Visto il tempo incerto, abbiamo scelto Hahndorf, piccola ma carina, dove era inevitabile fermarsi a mangiare un piatto tipico tedesco. Oltre a ristoranti e negozi di souvenir, non c’è molto altro, ma vicino al centro informazioni, abbiamo trovato un’esposizione di vecchi giocattoli a manovella. Ecco il più simpatico...
Secondo i nostri piani il 25 doveva essere giorno di partenza alla volta del Nullarbor, ma il pomeriggio prima, abbiamo trovato lavoro con una sola telefonata fatta. Cambio di programma e via verso nord con destinazione Ingomar station. Questo è quello che sapevamo di incontrare grazie a Google maps.. il niente!!
Ingomar station, South Australia
Qualche casetta, ancora cabins e….. un woolshed! Già, perché questa volta siamo andati a lavorare con le pecore come woolhandler: raccogli, stendi, controlla e pulisci la lana! Su 16 persone, due proprio non le potevamo reggere, e le migliaia di pecore viste avevano uno sguardo molto più intelligente di loro!. I metodi e il luogo dove si svolge il lavoro, a parte i rasoi che hanno sostituito le cesoie di un tempo, è rimasto lo stesso del passato. Diciamo però che la favola dell’allegra tosatura è un falso! Non pensiamo che per queste povere bestie l’esperienza sia tanto piacevole.. immedesimatevi in una di loro: di punto in bianco una volta all’anno, mentre siete a pascolare selvagge nel bush, venite radunate in gruppo, caricate su un camion e poi spostate in paddock sempre più piccoli, fino a trovarsi in quello davanti al tosatore. Tutte vicine vicine e spaventatissime, almeno le più piccole che non sono mai state tosate e non sanno a cosa stanno andando incontro. La mattina vengono rintronate con un po’ di musica, e poi si sentono accendere i rasoi.. e la giornata ha inizio! Arriva il tosatore, ti prende per le zampe davanti e ti trascina in postazione..per quelle che creano un po’ di difficoltà scalciando o non stando ferme poverine, arriva qualche botta! Diventa infatti difficile la tosatura e pericoloso perché può essere tagliata (ma poi subito cucita) in alcuni punti. La maggior parte di loro quando sono state alleggerite dal peso della lana, non riescono nemmeno a rialzarsi in piedi da quanto sono spaventate, e con un aiutino (solitamente una spinta o un calcio nel sedere), vengono spinte fuori! Finalmente libere!!! E l’appuntamento è per l’anno successivo!
Ecco la dimostrazione su come si svolge il lavoro.
Abbiamo trascorso così 8 giorni pieni di lavoro, con pausa ogni 2 ore, spuntini cucinati e soprattutto ogni pranzo e cena preparato dalla fantastica cuoca di Kangaroo Island. La sera dopo il lavoro, ci si radunava in cortile a chiacchierare, bere una bibita bella ghiacciata (visto il caldo delle giornate!) e nei momenti liberi, abbiamo fatto amicizia con Dallia, la bellissima red dog della cuoca, il cavallo e appena calava la sera, con insetti giganti mai visti in vita nostra!!
E’ stato interessante vedere questo squarcio di vita dell’outback australiano, ma ora siamo bei contenti di risalire sulla nostra Pajero e dirigersi verso nord ad Ayers Rock.
Ecco…. Dunque, durante il nostro viaggio, ovviamente è capitato un altro imprevisto, e i programmi sono cambiati nuovamente strada facendo! La gomma posteriore destra è esplosa.. non sullo sterrato, ma sulla strada asfaltata di recente qui nel North Territory! Pronti per cambiare la gomma con il sorriso, prendendoci un po’ in giro su quanto siamo fortunati di recente, ci siamo accorti che i due bulloni che hanno usato per fissare la ruota di scorta al portellone hanno dimensioni diverse da quelli delle nostre ruote, e che quindi non potevamo svitarle con le nostre chiavi! DAMN!!!! Dopo diversi tentativi per fermare quelle poche macchine che sono passate, un gentilissimo signore della Telstra (mai stati più fieri di averla come compagnia telefonica!) si è fermato per provare ad aiutarci! Aveva la chiave della misura giusta, ma mancava la leva per svitare il bullone! Niente da fare… poco più tardi un signore su una Jeep bianca si è fermato un po’ titubante e ha sfoggiato, e probabilmente usato per la prima volta, la sua linda, luccicante nera lucida chiave, che grazie a dio era esattamente della misura di quei due maledetti bulloni!!! Dopo un’ora abbondante, e poco prima che calasse il sole, ecco fatto!! La gomma è stata montata e ora ci troviamo ad Alice Springs. La nostra speranza era di trovare un meccanico aperto.. ma indovinate un po’?! Le vacanze di Pasqua sono iniziate, quindi tutto chiuso fino martedì! Che succederà ora?
Dopo esserci goduti la vista della Bay of Fires e un bel riposo a St Helens, ci siamo svegliati belli carichi e di nuovo pronti alla guida: questa volta in direzione Burnie.
Ma prima che continuiate a leggere, guardatevi il video di questo simpatico echidna che avevamo fatto al Deep Creek campground al Mt William NP, appena prima di spostarci a St Helens.
Sulla nostra Lonely Planet abbiamo letto che a Burnie, nel Makers’ Workshop (www.creativepapertas.com.au), c’era la possibilità di vedere come si produce la carta in via artigianale. Così eccoci dopo una tranquilla guida ad assistere di persona alla produzione della carta in un tour più che esclusivo, visto che eravamo gli unici due partecipanti! I materiali che vengono utilizzati sono tutti quelli che altre aziende scartano dalle loro produzioni, ad esempio fili di cotone di vari colori, pezzi di tovaglioli, jeans, mele e molto altro, fino ad arrivare alla Roo/Wombat poo (la simpatica cacca di canguro e wombat!).
Sì, da questi elementi si ricava la carta! Il processo è interessante e relativamente semplice, tanto che anche noi abbiamo avuto l’opportunità di creare i nostri due fogli di carta a partire da cotone e fili color porpora. Ma se la vostra domanda è ancora “Ma la carta ricavata dalla cacca puzza?” La risposta sorprendentemente è NO, e noi non abbiamo perso l’occasione per acquistarne qualche profumatissimo foglio! Ahahahah.
Dopo questa interessante esperienza, e dopo aver scelto di pernottare a Wynyard per due notti, i programmi per la sera sono stati cinema e cena a Burnie. Siamo andati a vedere “The Artist”, film muto in bianco e nero, che ci è piaciuto davvero molto, e per la prima volta Laura non si è persa una battuta! Ahahah. Per cena siamo andati al Mallee Grill, steak house del posto, dove mi sono gustato uno Scotch Fillet di 400g al sangue davvero ben cucinato!
La carica di ferro serale è stata consumata all’indomani per la scalata e passeggiata al The Nut (http://www.discovertasmania.com/activities__and__attractions/popular_attractions/the_nut,_stanley) che è una formazione vulcanica alta 152m sulla costa, dalla cui cima abbiamo goduto di un panorama magnifico. La Tasmania per questo nostro ultimo giorno ci ha regalato una calda giornata di sole, così, approfittando di questa rara costanza climatica, non potevamo fare altro che andare in spiaggia, scegliendo una bella caletta deserta al Rocky Cape National Park.
Un bel tuffo, relax e un po’ di tintarella…ci voleva proprio, e poi si sa, il sole e il mare stancano anche senza fare niente, e soprattutto mettono appetito! Visto che la sera prima avevamo fatto il pieno di carne, per questa sera abbiamo scelto il pesce al Buckaneers di Wynyard, che oltre ad essere ristorante e take away, è anche pescheria: freschezza del prodotto assicurata! Proprio buono!
Questa è stata la nostra ultima cena e notte in Tasmania, infatti il 19 la Spirit of Tasmania I ci ha riportato da Devonport nella main land. Salutiamo così, non con un addio, ma perché no, con un arrivederci la bella, incontaminata, selvaggia e incredibilmente imprevedibile (climaticamente parlando) Van Diemen’s Land.
Attraccati alle 6.30 del 20 marzo a Melbourne, proseguiamo il nostro viaggio verso i Dodici Apostoli, percorrendo la Great Ocean Road (http://www.visitvictoria.com/Regions/Great-Ocean-Road.aspx), c’è il sole e fa caldo, che bello!
Guidando su questa mitica strada, che parte da Torquay e termina dopo 250 km a Warrnambool, non si può fare a meno di fermarsi ad ogni lookout per ammirare il capolavoro creato dalla natura in questo splendido tratto di costa. La nostra prima sosta è stata Bells Beach, leggendaria tra tutti i surfisti del mondo (non a caso questo tratto di costa è chiamato Surf Coast).
Proseguendo ci siamo fermati a Point Addis, Aireys Inlet Lighthouse, al Memorial Arch per una foto, e dirigendoci verso Cape Otway li abbiamo visti! Eccoli sugli eucalipti, i sempre dormienti koala!
D'altronde si sa, digerire mette sonno! Sosta dopo sosta, arriviamo finalmente alla meta: i Dodici Apostoli, questi faraglioni solitari che tolgono il fiato solo a vederli!
Ancora una volta la natura australiana ci lascia senza parole davanti a questa bellezza! Io non ho perso l'occasione di tuffarmi sotto un apostolo nella Gibson Beach!
Campeggiamo per la notte poco lontano, a Princetown, dove per tutta la sera e durante la notte, la nostra tenda ha rischiato di accartocciarsi ripetutamente su se stessa. Infatti se di giorno il sole ci ha fatto compagnia, la notte ha portato vento forte, pioggia e anche un pochino di freddo. Ci siamo risvegliati belli che insabbiati grazie alla nostra tenda estiva!
Ancora una volta temprati dal clima, ieri mattina abbiamo continuato a percorrere la Great Ocean Road, sostando ad ammirare Loch Ard Gorge, The Arch, London Bridge e The Grotto, facendo poi rifornimento di viveri a Warrnambool e terminando la giornata con una bella zuppa calda di zucca cucinata da Laura dentro la nostra cabin per la notte a Nelson, nel Kywong Caravan Park.
Adesso indovinate un po' dove siamo? Abbiamo da un paio d'ore passato il confine, e dal Victoria ci troviamo in South Australia: Adelaide ci aspetta!