lunedì 20 agosto 2012

Verso la meta dei sogni...

Lasciata Cape Tribulation martedì 14/08, abbiamo proseguito la nostra strada verso sud fino ad incontrare il Daintree River. Altro guado per la Pajero? No! Questa volta l'unico modo per attraversare il fiume è a bordo di un targhetto a fune che fa la spola da una sponda all'altra tutto giorno dalla mattina alle 6 fino le 5 del pomeriggio!
Le piantagioni di canna da zucchero hanno sostituito la rainforest, e ci hanno accompagnato lungo la strada verso Port Douglasi, la città dove si respira un'aria pacchiana camminando tra hotel boutique di lusso, spa e ristoranti di classe! Noi siamo stati solo di passaggio, fermandoci alla Four Mile Beach, dove il sole e il vento fanno di questa spiaggia il paradiso per i kitesurfers, e al lookout per un paio di foto panoramiche.



Seguendo il consiglio della Lonely Planet, che la definisce come una meta imperdibile, ci siamo fermati nel primo pomeriggio ad Ellis beach per un po' di relax sulla spiaggia, che a nostra sentenza, non è nulla di così eccezionale, nonostante sia chilometrica, circondata da palme e a pochi passi dal camping.
A ferragosto, che qui non viene festeggiato, siamo arrivati a Cairns, città molto carina, dove la vita ruota attorno all'Esplanade: un bel lungomare fatto di assi di legno scuro che costeggia la riva del Coral sea, dove ancora una volta non è possibile fare il bagno! I coccodrilli continuano ad essere un pericolo presente.
Ma secondo voi il comune di Cairns lascia la sua popolazione senza un posto sicuro in cui rinfrescarsi quando il caldo-umido ed il sole rendono difficile camminare per strada?
Assolutamente no: hanno costruito una bella piscina di acqua salata proprio sull'Esplanade, dove chiunque può fare il bagno e gratuitamente! Non solo, tutta la zona attorno la piscina è circondata da tavoli da pic-nic e barbecue gratuiti!



Noi abbiamo deciso di seguire il loro stile e dopo un bel bagno rinfrescante, via di grigliata di ferragosto!




Venerdì 17, un po' stufi di visitare solo le città e della costa in cui non è possibile godersi il mare, ci  siamo diretti al Paluma Range National Park, dove ci hanno accolto lungo la strada per Jourama Falls un serpente ed un varano stecchiti, ma al camping quest'ultimo esemplare lo abbiamo visto vivo e bello attivo!
Anche con il cielo nuvoloso, la giornata è stata molto calda e dopo una passeggiata fino al lookout per ammirare la bellezza delle cascate dall'alto, siamo scesi ai loro piedi per una bella rinfrescata: io con i piedi a mollo e Filippo con un bagno veloce veloce. Ma non eravamo soli, guardate chi c'era...



Sabato 18/08 siamo tornati in città, questa volta ad Airlie Beach e moooooooooooooolto volentieri perchè sapevamo che in un modo o nell'altro il giorno dopo avremmo raggiunto la meta dei nostri sogni!
Appena si entra in questa zona di costa (da Townsville in giù), si viene letteralmente sommersi da depliant e volantini che offrono un'escursione in barca o in aereo nell'arcipelago delle Whitsunday islands! Abbiamo impiegato un'oretta buona per decidere quale fare e quale si avvicinava di più alla nostra idea di sogno nel cassetto. Siete curiosi di sapere cosa abbiamo scelto?
Con una superofferta 2 al prezzo di 1, abbiamo avuto l'opportunità di ammirare le Whitsunday islands dall'alto, ma non a bordo di un aereo da turismo... con l'idrovolante!! http://www.airwhitsunday.com.au/


Saliti a bordo con altri 3 tedeschi, il comandante (impossibile non notare la sua divisa: camicia a maniche corte, pantaloncini corti e infradito!!) ci ha preparato al decollo. Dopo aver sorvolato il Whitsunday passage (famoso per essere il punto in cui passò James Cook con l'Endeavour), alcune delle isole che compongono l'arcipelago (ce ne sono ben 74 in tutto!!!), ecco che ci avviciniamo a Whitsunday island, la più grande e dichiarata interamente parco nazionale (http://www.derm.qld.gov.au/parks/whitsunday-islands/index.html quindi non pensate di trovare resort o hotel di lusso qui.. l'unico modo per pernottare sull'isola è il campeggio), sorvolare l'Hill Inlet per un paio di volte e vedere con i nostri occhi la classica foto da cartolina che si vede ovunque..


Beh, potete immaginare il seguito.... siamo atterrati di fronte a Whitehaven Beach e una volta spento il motore, il comandante è sceso, si è tolto i pantaloncini per rimanere in costume, ha attraccato l'ancora a un metro dalla riva e ci ha aiutato a mettere piede su una delle spiagge più belle che abbiamo mai visto!



Sabbia soffice bianchissima e mare limpidissimo... unica pecca come vedete dalle foto è stato il tempo nuvoloso... Ma poco importa!!! Siamo qui e ce la godiamo!
Dopo aver corso lungo la spiaggia come due bambini, corso in acqua e fatto il bagno avvistando una razza a pochi metri di distanza, abbiamo brindato alla nostra gita e al posto da sogno in cui siamo atterrati!



Purtroppo dopo un'ora il comandante ci ha svegliato dal sogno, e di nuovo a bordo, abbiamo salutato Whitehaven decollando dalla pista più cool del mondo!

Ritornati con i piedi per terra, la pioggia ci ha accompagnato lungo la strada verso Mackay, dove abbiamo trascorso la notte.
Oggi, lunedì 20, siamo in viaggio verso Bundaberg!

Piccola parentesi... vi ricordate Sandro, il possum avvistato in Tasmania (questo è il post in cui ne parlavamo http://unaustralianno.blogspot.com.au/2012/02/discovering-tassie.html)? Lo abbiamo reincontrato nella cucina del camping di Airlie Beach, questa volta più affamato e curioso che mai!! Vedere in cucina animali selvatici come il possum è estremamente raro, ma questo è dovuto al fatto che certi ignoranti purtroppo gli danno da mangiare. Abbiamo visto un paio di persone dargli carote e un bambino italiano dargli dei crackers.... Non riusciamo a capacitarci di come certe persone pensino di poter dare da mangiare a questi animali tutto quello che vogliono, senza nemmeno sapere che specie di animale hanno davanti (notare che è stato riconosciuto dalla famiglia italiana come un wombat!!! Come si può confondere un possum con un wombat??!). Dopo aver chiesto di non farlo, hanno avuto pure il coraggio di sparlarci dietro a bassa voce... Non è una cosa che ci siamo inventati noi, è scritto ovunque.... ma anche se non dovesse essere scritto, basterebbe il buonsenso delle persone..
Dare da mangiare agli animali selvatici può far star male l'animale, può renderli dipendenti dall' uomo e di conseguenza posso diventare aggressivi nei confronti di quest'ultimo! Se visitate qualche National Park (e noi ne abbiamo visitati parecchi) e non solo città, potrete vedere tutti gli avvisi del governo che chiedono di evitare di sfamare gli aimali! http://www.ehp.qld.gov.au/wildlife/index.html

martedì 14 agosto 2012

3 days in Cape Trib!

“Here began all our troubles” così disse James Cook quandò si incagliò con l’Endeavour in un reef qui vicino: da qui nasce il nome di Cape Tribulation, un minuscolo e affascinante insediamento immerso nella foresta pluviale a soli pochi passi dall’oceano, dove siamo arrivati sabato 11/08 dopo un bel percorso off-road (salite, discese e qualche guado) nella rainforest.

 
Abbiamo deciso di campeggiare al Cape Tribulation Camping e ci siamo scelti un angolino per la tenda davvero tattico, vicino a un piccolo sentiero che conduce direttamente alla spiaggia.


 Senza perdere tempo, acqua nello zainetto e via a camminare…la passeggiata chiamata Dubuji è una di quelle facili e rilassanti ed inizia dalla spiaggia di Myall per poi inoltrarsi nella foresta. E’ incredibile la varietà e quantità di vegetazione presente, ma non solo….anche la fauna è molto attiva e abbiamo avuto fortuna di avvistare un bel serpentone durante il suo pasto! Purtroppo però non siamo riusciti a vedere i colorati cassowaries: si dice siano molti attivi in zona e abbiamo scoperto essere solo 1200 in tutta Australia e in via d’estinzione. (http://www.savethecassowary.org.au/)

Tornando al serpente, se guardate il video vi sembrerà piccolo e la rana grossa…..la verità è che il serpente sarà stato lungo almeno 70 cm e la rana grossa almeno quanta una mano….questa è la natura a Cape Trib!


Le spiagge di Cape Trib (così la chiamano gli autoctoni) sono grandi, spaziose, soleggiate, con un mare bellissimo e spesso deserte e sono l’habitat dei saltwater crocodile...quindi è abbastanza sconsigliato fare un tuffo anche se abbiamo visto qualche persona entrare in acqua (abbastanza freschina) e per fortuna anche uscirne!!

Cape Tribulation Beach
 Domenica mattina ci siamo svegliati e con la voglia di muoverci abbiamo affrontato una passeggiata di 3 ore  da Myall beach (dove si affaccia il caravan park) fino a Cape Tribulation beach e ritorno. Praticamente la si percorre quasi tutta sulla spiaggia e per tutto il tempo si è baciati dal sole caldo e rinfrescati dalla brezza marina, mentre i sentieri all’interno della foresta sono ombreggiati, freschi e riparati dal vento…che bello!
Quando siamo tornati eravamo tutti eccitati, avevamo infatti prenotato una gita ai reef di Undine e Makay  con l’operatore Ocean Safari (http://www.oceansafari.com.au/).
A mezzogiorno pronti per il pick up davanti alla reception del camping e una volta affittata la muta eccoci su un motoscafo, con un’altra ventina di persone, a tutta birra verso la barriera corallina! La traversata è davvero veloce e dura solo 30 minuti, in più ci siamo ritrovati in questo paradiso subacqueo… i reef sono stati tutto nostri per un paio d’ore e una volta informati e avvisati di non toccare assolutamente i coralli stando soprattutto molto attenti con le pinne non abbiamo perso un minuto per esplorarla….lo snorkeling più bello della nostra vita!

View of Cape Tribulation from the sea
 Acqua cristallina, coralli di colori meravigliosi, pesci di ogni genere e stelle marine blu ci hanno accompagnato durante queste ore e poi STOP fermi a galleggiare a pelo d’acqua con i coralli a soli 30cm dalla nostra pancia! E dopo un po’, ecco uno degli avvistamenti più belli: una grossa tartaruga marina che nuotava lentamente da corallo a corallo, per niente intimorita dalla nostra presenza, è stata a farsi vedere per un bel po’….che spettacolo!!  Siamo stati veramente contenti di aver acquistato questa gita: meritava  davvero!!! Ci spiace non potervi fare vedere le foto subacquee… dobbiamo ancora trovare un fotografo che ce le sviluppi!!

Ieri  ultimo giorno al camping ed anche notte gratis!! Avevamo infatti un voucher trovato in un libretto a Cooktown che ci ha permesso di avere la terza notte gratis avendone prenotate due. Ne abbiamo approfittato per una gita di giornata e con la nostra fedele Pajero abbiamo guidato fino Cape Kimberley per poi risalire la costa visitando Cow bay, Thorton beach, Noah beach: davvero bellissimi paesaggi e un altro bel pezzo d’Australia che non era da pedere! Non ci siamo fatti mancare un gelato artigianale e 100% natural al Floravilla Ice cream factory (gusti: macadamia e cocco e l’altro mango e lime), acquistato il te locale e io (Filippo) un gustoso Croc Burger!! Si si…un hamburger di coccodrillo!!! Poi relax pomeridiano con bagno di sole in spiaggia!

Croc burger!
 Oggi eccoci di nuovo in marcia verso sud…bye bye Cape Trib!!

venerdì 10 agosto 2012

Un altro salto di confine ed eccoci in Queensland

Dopo esserci lasciati alle spalle le storie aborigene e i paesaggi del Kakadu NP, sono iniziati lunghi giorni in macchina, con soste solo per accamparci per la notte… ma qualche piccola storia da raccontare ce l’abbiamo comunque!

Dopo 300 Km in direzione sud, abbiamo campeggiato per una notte all’interno del Elsey National Park. Domenica 5/08 abbiamo dedicato la mattina ai suoi siti storici (un recinto per il bestiame e uno per le pecore) e soprattutto alle Thermal Pool della zona: piscine naturali con acqua sorgiva a 34°! Con l’arietta fresca del mattino è stato proprio un piacere fare il bagno, immersi tra le palme e con un canguro curioso che ci osservava da vicino.



A pochi chilometri di distanza, a Mataranka, ci siamo fermati alle Bitter Springs: anche qui acqua calda (questa volta un po’ sulfurea) e seguendo la corrente, abbiamo nuotato tra le palme per poi ritornare al punto di partenza a piedi. Saranno state l’acqua calda e l’atmosfera rilassante, fatto sta che non abbiamo guidato molto quel giorno. Solo 167 km e ci siamo fermati a Daly Waters, una cittadina sperduta nel nulla con 25 abitanti, la metà dei quali probabilmente è rappresentata dai dipendenti del Daly Waters Pub, che con la sua licenza risalente al 1893, è il pub più vecchio di tutto il Northern Territory.


I muri del pub sono tapezzati di biglietti da visita, banconote australiane e straniere, magliette, cappellini, bandiere, reggiseni e ovviamente adesivi. Sono tutti oggetti lasciati qui dai turisti per dire “Anche io sono stato qui!”, così anche noi abbiamo lasciato il nostro segno: l’adesivo del blog! Se mai qualcuno dovesse fermarsi qui per una bibita, per favore ci dica se c’è ancora!!
Il pub non è famoso solo per il suo arredo inusuale, ma anche per il BBQ: non potevamo farci scappare per cena un filetto di barramundi accompagnato dallo spettacolo di Chilli, un cantante/comico del vero outback. Diteci un po’ se capite l’australiano!



Alle luci dell’alba abbiamo iniziato a macinare km, fermandoci nel primo pomeriggio alla Barkly homestead, ultima nostra tappa nel Northern Territory. Eravamo lì, pronti per iniziare a cucinare quando all’improvviso vediamo un toro fermo accanto al nostro vicino di tenda… ci è venuto un colpo quando lo abbiamo visto correre incontro a mamma e figlia (grazie al cielo si è fermato a mezzo metro di distanza!) e ci è venuto il cuore in gola quando si è diretto verso di noi, posizionato dall’altra parte del tavolo e ci ha fissato per circa un minuto sbuffando! AIUUUUUUUUUUUUUUUUUUUTO!!!!

 
Il filmato si è fermato appena il toro ha deciso di correrci incontro... scusate se non diamo abbastanza spettacolo, ma era meglio stare concentrati su quello che accadeva.. non si sa mai! Comunque, ci ha analizzato e poi ha deciso di calmarsi e andare a brucare l’erba a una cinquantina di metri di distanza… Filippo ha riferito tutto alla reception, chiedendo se sapevano di avere un toro “abusivo” nel loro camping, e con tono pacato si è sentito rispondere “Non possiamo farci niente, il toro non è nostro!” oooooooooooooooooook!

Il giorno dopo, 757 km ci hanno portato in Queensland! Abbiamo messo le ruote anche sull’ultimo stato rimasto! Stanchi e affamati, ci siamo fermati alla Burke & Wills roadhouse. Sapete chi erano questi due personaggi? Due esploratori che hanno percorso il tratto di strada tra Normanton e il Northern Territory in estate e per di più a piedi! Non c’è bisogno probabilmente di dirvi com’è finita la loro storia.

Mercoledì 8/08, abbiamo raggiunto il golfo di Carpentaria, fermandoci a Karumba. Attrazioni della città?
Il Barramundi dicovery centre, piccolo centro in cui si segue la vita dei barramundi dalla fecondazione delle uova allo stato di pesce. Devo essere sincera, non è che mi entusiasmasse l’idea di trascorrere un’ora sentendo parlare di pesce, ma Filippo ha insistito e alla fine qual cosina di curioso è saltato fuori: si riproducono solo con la luna nuova o piena, il maschio a un certo punto della sua vita può decidere se diventare femmina, vivono sia in acqua dolce che salata, possono raggiungere un metro di lunghezza e non hanno i denti…. Come facciamo a saperlo? Gli abbiamo dato da mangiare!



Vedono la preda, la puntano e velocissimi ti rubano il pesce dalle mani. Il direttore del centro ha detto che ingoiano il pesce intero e se poi non gli va di mangiare, lo risputano fuori! Ma non poteva dircelo prima che toccasse a noi dargli da mangiare?
Io per paura che mi sgagnasse un dito ho tirato indietro di colpo la mano… e ovviamente ho tirato una botta alla videocamera, per questo a un certo punto il video si ferma di colpo! OPS!
Filippo invece temerario, non ha fatto una piega!
Le altre attrazioni della città sono il pesce ed il tramonto: abbiamo cenato con filetto e burger di barramundi, seguiti da un bel tramonto guardando il mare del golfo.


Ieri, dopo esserci fermati per un paio di foto a Normanton al Big Crocodile (costruito per ricordare il coccodrillo di 8,63m catturato nel 1957 proprio nel vicino Norman River), abbiamo guidato per 878 km, passando da una pianura inaridita a delle montagne di un verde stupendo e siamo arrivati a Palmer Silver Roadhouse.

Big crocodile, Normanton
Stamattina, ultimi 120 km e finalmente abbiamo raggiunto la costa! Eccoci arrivati a Cooktown, la città in onore di James Cook che qui si incagliò con il suo vascello Endeavour nel 1770 durante una delle sue navigazioni d'esplorazione. Il tutto è raccontato nel James Cook museum, visitato in mattinata!


La vista da Grassy point
Non ci siamo persi la vista a 360° da Grassy point, un giro nel parco e al porto per un pranzo veloce e nel primo pomeriggio, rimasti con la curiosità di sapere di più sulle storie aborigene e sulle loro tradizioni, abbiamo partecipato al GUURRBI Tour, seguendo Willie (http://www.guurrbitours.com/), un aborigeno della tribù dei Nugal-warra. Qualche piccolo dubbio ce lo ha tolto, ci ha mostrato dipinti su roccia e narrato la loro storia, e ci ha mostrato come utilizzano le piante che li circondano.


E' stato molto interessante e le 3 ore passate con lui sono volate! Domani si risalta in macchina per raggiungere Cape Tribulation!

sabato 4 agosto 2012

Darwin e il Kakadu National Park

Venerdì siamo arrivati nell’unica capitale tropicale d’Australia: Darwin!
La capitale del NT è davvero una cittadina graziosa ed animata: Mitchell street, dove abbiamo passeggiato e bevuto una bella pinta rinfrescante (ricordiamo che qui è inverno ma ci sono 30 gradi! E per gli autoctoni questo è freddo!!) questa oltre ad essere la via principale, è anche la via della movida. La maggior parte dei locali si trova qua: sono tutti all’aperto e sono sempre abbastanza affollati, d’altra parte il clima richiede una reidratazione costante!
Entrati in clima mondano, dopo cena siamo andati al cinema a vedere “Dark Knight rises”, e con molta sorpresa abbiamo visto la Pajero nella prima scena del film! Peccato solo fosse la macchina dei cattivi!!
Sabato giorno di mercato e in tarda mattinata non ci siamo fatti scappare l’occasione di curiosare tra le bancarelle al Parap market, dove ci siamo gustati un’ottimo spiedino di gamberi in salsa satay e rice balls cambogiane.
Dopo il bagno di folla del mercato, abbiamo passeggiato lungo il Bicentennial Park, sulla Esplanade: un bel parco con vista sul Mar di Timor in cui si trovano alcuni monumenti commemorativi della seconda guerra mondiale.


Nel tardo pomeriggio, siamo tornati al caravan park e proprio li a poche piazzole di distanza abbiamo reincontrato Madeleine e Thomas, una coppia svizzera che avevamo come vicini di tenda al Central Caravan Park di Perth: cartina alla mano e abbiamo condiviso con loro le rispettive avventure di viaggio. E’ stato incredibile incontrarso a distanza di migliaia di chilometri senza darsi appuntamento…. Quanto è piccolo il mondo! Anche loro hanno un blog, se siete curiosi visitate http://www.swinda.ch/ !


Li vicino al caravan park, tra il 26 e il 28 luglio si è svolto il Darwin show, grande fiera locale con stand che spaziavano tra le solite bancarelle di cibo e dolciumi, giostre, mostre agricole con prodotti ed animali nonché stand dell’esercito australiano e del corpo di polizia, dove era possibile salire su un carro armato, maneggiare le armi scariche e salire sulla macchina della polizia e suonare la sirena!
Il programma domenicale è stato molto interessante: spesa mattutina per fare le riserve per i prossimi giorni di viaggio, e gli ingredienti necessari per una bella grigliata che abbiamo cucinato sul bbq nell’area picnic del Charles Darwin National Park.
Menù: filettone di rump steak, bacon, uova accompagnati da zucchine e cipolla. Ci voleva proprio!
Il tutto è stato smaltito con una passeggiatona nel parco, dando un’occhiata ai bunker costruiti durante la seconda guerra mondiale. Questo posto infatti, prima di essere dichiarato parco nazionale, era stato utilizzato come deposito per le munizioni dell’esercito.
Ricordiamo infatti che Darwin è stata una delle città australiane bombardate durante la seconda guerra mondiale. Per saperne di più, leggete qui
Per la serata non potevamo perderci un altro famoso mercato, questa volta serale, il Mindil Beach Sunset Market, praticamente a due passi dalla spiaggia, dove prima di visitare le affollate bancarelle di prodotti artigianali e cibo, si può ammirare il bellissimo tramonto. Cena: involtino di coccodrillo per me, seguito da frullatone di frutta tropicale con gelato per me e yoghurt per Laura.


Lunedì di prima mattina, abbiamo portato la Pajero da Pedders, dove avevamo preso appuntamento per riparare la parte danneggiata dell’ammortizzatore.  L’officina non si trova molto lontano dai Botanic Garden, così ne abbiamo approfittato per visitarli facendo passare un paio di ore.
Tornati all’officina a lavoro finito, il meccanico ci ha consigliato di riparare un supporto motore e una guarnizione del cambio: un’altra sorpresa dalla Pajero… cambio di meccanico. Per fortuna l’auto è stata visionata subito e il capo-officina nel giro di un’ora ci aveva già riparato la marmitta, risparmiandoci così un’ulteriore visita al “muffler shop” (specialista di marmitte) e aveva già ordinato i pezzi per riparare il tutto il giorno seguente. Credeteci, se c’è una cosa difficile qui in Australia, è trovare un meccanico che riesca a fare subito un lavoro.
Durante questo secondo pit-stop, ne abbiamo approfittato di nuovo per una bella camminata fino al Wharf precint con sosta all’Oil Storage Tunnels, costruiti durante la seconda guerra mondiale, ma praticamente mai usati durante questa, visto che i lavori di costruzione si sono conclusi dopo. (http://www.waterfront.nt.gov.au/darwin-waterfront-precinct/history/world-war-ii-tunnells/)

Usciti dal tunnel, siamo arrivati al porto: una zona davvero graziosa, con una sorta di spiaggia artificiale, dove per la prima volta abbiamo visto qualcuno nuotare qui a Darwin! Anche se in questa città le spiagge sono chilometriche e il mare d’acqua cristallina, come ad esempio Casuarina Beach, non c’è mai nessuno in riva al mare: la temutissima box jellyfish vive in queste acque ed è un pericolo mortale e costante per qualsiasi bagnante. (http://www.health.nt.gov.au/library/scripts/objectifyMedia.aspx?file=pdf/26/02.pdf)

Recuperata la macchina dal meccanico, siamo tornati “a casa”, dove abbiamo salutato Madeleine e Thomas con la promessa di incontrarci ancora una volta in Italia o in Svizzera, o chi lo sa magari in Queensland e la mattina seguente siamo partiti alla volta del Kakadu National Park.


Il Kakadu dista circa 130km da Darwin, copre un’area di 20.000 kmq e anche questo Parco Nazionale è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Qui abbiamo trascorso 4 giorni e 3 notti, e ogni notte l’abbiamo trascorsa in un camping differente dovendo muoverci da un posto all’altro all’interno del parco. Ogni giorno abbiamo fatto passeggiate chilometriche che ci hanno portato attraverso paesaggi sempre diversi ed affascinanti: dalle foreste monsoniche alle wetlands, dai sentieri percorribili da tutti a quelli solo per le donne. Il Kakadu si divide in regioni, ognuna delle quali ha delle caratteristiche diverse, che ovviamente riguardano non solo il paesaggio e la vegetazione, ma anche il tipo di fauna. Nei nostri bushwalks abbiamo avuto l’occasione di vedere il famigerato saltwater crocodile, qui amichevolmente chiamato “Salty”  i dingo, rane giganti per non parlare di piccoli canguri e della varietà di uccelli presenti!
Le zone che ci sono piaciute di più sono state:
- Ubirr e Nourlangie sono i due siti d’arte rupestre più famosi, dove si trovano dipinti aborigeni sulla roccia risalenti fino a 25.000 anni fa.
Il Kakadu, infatti, non è famoso solo per flora e fauna, ma è anche un luogo che racchiude la storia aborigena: spiriti Mimi, Il Serpente Arcobaleno, l’uomo fulmine sono i principali protagonisti della loro storia, cui ancora oggi fanno riferimento.


Nei pannelli descrittivi viene sempre spiegato il significato del disegno, ma molte volte la storia rappresentata non viene narrata: la tradizione aborigena vuole infatti che le storie vengano trasmesse per via orale e alcune di queste non sono per tutti gli uomini, solo i prescelti le possono ascoltare.
- Jim Jim e Twin Falls, dove abbiamo trascorso l’ultimo avventuroso giorno all’interno del Kakadu e dove la nostra Pajero ci ha dato molta soddisfazione percorrendo una strada piccola, accidentata, ma molto divertente e attraversando senza problemi il Jim Jim Creek, unica via d’accesso per raggiungere le Twin Falls.


Per arrivare ai piedi poi delle Twin Falls, si deve salire a bordo di una barca che navigando nel Gorge, ci ha poi lasciato sulla riva per proseguire a piedi fino alle cascate. Zona spettacolare, acqua limpidissima e caldo afoso: sarebbero stati perfetti per un bagno rinfrescante, peccato solo che in queste acque i coccodrilli estuarini la facciano da padrona. L’ultimo catturato è stato due settimane e mezzo fa e vicino alle rive si trovano tutte le trappole con tanto di zampone di maiale a fare da esca.



Per raggiungere invece le Jim Jim Falls, si deve percorrere un circuito di 2km facendo su e giù tra le rocce: arrivati, ci siamo trovati davanti un pisargino di cascata. Ricordiamo che siamo nel dry e le cascate si stanno asciugando, ma immaginiamo che portata d'acqua possa avere durante la stagione del wet!
Oggi lasciamo il Kakadu per un’altra nuova avventura.

domenica 29 luglio 2012

From WA to NT

Chiediamo scusa per il ritardo nel darvi le nostre nuove news, ma abbiamo trascorso diversi giorni senza ricezione telefonica e nei momenti in cui potevamo aggiornare il blog eravamo stanchi e avevamo solo voglia di rilassarci! Ma eccoci qui ora.... quindi preparatevi a gustare questo post molto corposo e pieno di avventura!!!
Vi avevamo lasciato durante la partenza da Broome, mentre eravamo diretti al Windjana Gorge.
Per arrivarci abbiamo percorso la prima parte della famosa Gibb River Road. Cosa rende questa strada così nota? 660km di sterrato che attraversano la regione del Kimberley collegando Derby e Kununurra: per percorrerli serve un 4x4, in quanto in alcuni punti è molto accidentata, piena di rocce nonché attraversamento di fiumi… tanto è vero che durante la stagione del wet (tra ottobre e marzo) la strada viene chiusa.
Il pezzettino che abbiamo percorso noi era solo un po’ corrugato e per fortuna non era peggio di altre strade affrontate in precedenza, così martedì 17 siamo arrivati al Gorge sani e la Pajero integra!

Lanciata la tenda (già, perché ora abbiamo una nuova tenda…una di quelle che lanci e si aprono in 2 secondi. Comprata? No di certo, sarebbero serviti $189! L’abbiamo avuta da una ragazza che campeggiava di fianco a noi a Broome!), prese le macchine fotografiche e un po’ di acqua, ci siamo subito incamminati verso il Gorge. Pareti rocciose alte fino 100m, racchiudono il Lennard River, in cui vivono diversi coccodrilli d’acqua dolce (freshwater crocodile), considerati pericolosi solo se disturbati!
Dopo il cartello di avviso e qualche passo lungo il sentiero, ecco i primi avvistamenti: belli rilassati al sole o a nuotare piano piano nell’acqua!



La mattina seguente, percorrendo la Leopold road, ci siamo fermati a Tunnel Creek, un tunnel lungo 750m scavato da un torrente. Pantaloncini, torcia in testa e via che abbiamo tentato l’esplorazione… ma niente da fare! Le nostre headlights non facevano abbastanza luce per quel buio pesto e dovendo tenere d’occhio l’eventuale presenza di coccodrilli e soprattutto il sentiero quasi tutto sommerso dall’acqua, abbiamo dovuto rinunciare! Ci siamo divertiti però nell’acqua con la Pajero! La strada che ci ha riportato verso Fitzroy Crossing infatti, ci ha dato l’emozione dei primi piccoli guadi!

Seguendo la great Northen Highway, abbiamo passato Halls Creek e ci siamo accampati per la notte a un paio di chilometri dalla strada che porta dentro al Bungle Bungle Range (noto anche come Purnululu National Park): reimpostato il nostro assetto camping, cenetta leggera e a nanna presto!
L’indomani mattina, pronti per l’avventura eccoci affrontare i 53km che conducono dentro al parco nazionale. Notare: la Lonely Planet lo definisce come uno dei parchi nazionali più belli del mondo, e l’Unesco lo ha dichiarato patrimonio dell’umanità! Questo sapevamo del parco, ma nessuno ci aveva avvisati che la strada era solo per 4x4 e che per arrivare a destinazione bisognava passare 6 fiumi e vedersela con una strada ha messo a dura prova la Pajero e il suo pilota!


Abbiamo trascorso 3 giorni nel parco, e Filippo ha riparato come poteva gli inconvenienti provocati dalla strada, in attesa di arrivare in città: bullone del bullbar staccato dal lato destro (riparazione corde di sostegno per non farlo ballare), marmitta staccata (4 fascette sempre di sostegno) e gomma superiore dello shock absorber montato a Perth andata (riparazione? Corda stretta stretta e un po’ di nastro adesivo per non farla scappare!)


Inconvenienti a parte, i 3 giorni nel parco sono stati meravigliosi! Il Purnululu NP è formato da rocce d’arenaria, agglomerati di ciottoli e massi che formano le sue famose cupole. Da alcune prospettive sembrava di essere ritornati a Kata-Tjuta, ma credeteci che durante le passeggiate fatte abbiamo scoperto prospettive e luoghi unici.
Il primo giorno siamo andati ad Echidna Chasm, dove il sentiero della passeggiata ci ha permesso di addentrarci tra queste cupole immense: è incredibile come la natura a volte sia in grado di farti sentire piccolo piccolo.
Il secondo giorno invece abbiamo visitato la parte sud del parco, dove a richiamare i turisti sono la Cathedral Gorge, la Domes walk e il Piccaninny Creek.


Il terzo giorno lo abbiamo lasciato un po' al relax e alla camminata “mini palm”… bellissimo! E' possibile sorvolare il parco con un giro in elicottero, quindi chiunque avesse un budget alto o qualche risparmio da poter usare per qualcosa di interessante, beh, potrebbe essere il momento giusto per farlo! Noi sinceramente li stiamo tenendo per il nostro sogno nel cassetto qui nel giro in Australia! Se volete sapere cos'è, dovete continuare a seguirci!! ahahahah

Volete una chicca sulla nostra vita da campeggio al Bungle Bungle? Il sole sorgeva alle 5 e tramontava alle 16.45 e seguendo il ritmo del giorno e della notte, ci siamo ritrovati nel letto la prima sera già alle 18.30!! Scandalosi lo sappiamo, ma la concentrazione tenuta lunga la strada d’ingresso ci ha stravolti!!! Ahahahah
Domenica 22 abbiamo ripreso coraggio e affrontato la stessa strada x l’uscita… sarà che sapevamo com’era e il trauma della prima volta era andato, ma ci è sembrata un po’ più facile, e appena fuori, la Pajero si è meritata un adesivo per ricordare l’impresa!

Abbiamo guidato poi fino a Kununurra, dove abbiamo trascorso una notte di passaggio, mentre lunedì la strada ci ha portato fino a Katherine: abbiamo concluso così la nostra avventura nel Western Australia, e si continua quella nel Northern Territory, già iniziata ad aprile con la visita di Uluru e dintorni (se ve lo siete perso, ecco il post di riferimento http://unaustralianno.blogspot.com.au/2012/04/payla.html)
Siamo stati 2 notti nella zona: la prima l’abbiamo passato in un caravan park in città, mentre la seconda all’interno del Nitmiluk National Park, esattamente nella zona delle Edith Falls. Visto il caldo che a volte risulta insopportabile, non potevamo farci scappare un tuffo…


No worries, la zona era senza coccodrilli! Segnalano bene se si può fare il bagno e spiegano che stanno portando avanti la cattura dei saltwater crocodile in questa stagione! Se volete saperne di più, consultate questo sito: http://www.nretas.nt.gov.au/plants-and-animals/becrocwise/

Mercoledì 25 ci siamo svegliati all’alba e dopo colazione, ci siamo incamminati verso la Sweetwater pool. Già alle 10 c’era un caldo pazzesco, e non c’è niente di più bello che immergersi in queste acque fresche e limpide dopo aver percorso 4km!




Sosta rinfrescante di un’oretta e via che si riparte… dopo poco più di un km ecco un’altra piscina naturale meravigliosa in cui rinfrescarsi!!


Terminato il loop di 8,6km, a bordo della Pajero ci siamo spostati al Litchfield National Park dove, arrivati nel tardo pomeriggio, abbiamo campeggiato al Florence Falls campground. La zona l’abbiamo ovviamente esplorata nella mattina seguente, ammirando la natural spa 6 stelle a Buley Rockhole, e con un tuffo alle Florence falls , un angolino davvero suggestivo! La bellezza di essere i primi a iniziare le camminate è che si è soli quando si raggiungono posti come questi…peccato solo che poi si riempiano di gente!


Visitata tutta la zona delle Florence, ci siamo spostati con la tenda al Wangi Falls campground e anche qui, dopo una camminatina nel mezzo della foresta monsonica circostante (tra l’altro piena di Flying-foxes, i pipistrelli della frutta che fanno un baccano allucinante durante il giorno e di notte li vedi al chiaro di luna svolazzare nel cielo, per darvi un'idea sono grossi come dei corvi), tuffo con tentativo di avvicinamento alla cascata principale! Che aria che solleva, toglieva il fiato!!

Non contenti dei bei posti visti, non ci siamo fatti mancare anche le “Cascades”, raggiunte prima dal sentiero esterno, e poi ridiscese seguendo l’acqua.. così ci siamo ritrovati a fare la strada del ritorno facendo trekking in costume e soprattutto con le scarpette da reef!!
Che dire, il Northern Territory continua a svelarci parchi meravigliosi. Ora il tempo dell’ozio tra le cascate è finito: si ritorna in città, ma questa volta nella capitale Darwin!


martedì 17 luglio 2012

Broome, la bella perla d’Australia

Giovedì 12 abbiamo salutato il Karijini NP e abbiamo tirato fino a Port Hedland, dove ci siamo riforniti: gasolio, spesa e dopo questa sosta tecnica di circa un’ora, ci siamo fatti altri 250km fino all’80 mile beach caravan park. Il nome della spiaggia non è dato a caso: immaginate una spiaggia larghissima, la cui riva è disseminata di pescatori con la loro canna da pesca e di cui non potete vedere la fine…. Beh, ce ne sono tante così  in Western Australia, ma solo questa è lunga 80 miglia!
Abbiamo deciso di passare solo una notte qui, e il giorno seguente, prima della partenza, Laura si è fatta tagliare i capelli da una professional hairdresser/ viaggiatrice neo zelandese.


Ce la siamo presa abbastanza comoda, e verso le 10 siamo partiti verso Broome. Dopo qualche ora di viaggio, arrivati nella cittadina, ci siamo diretti subito al visitor centre, dove dopo aver chiesto informazioni su cosa fare e vedere, abbiamo anche potuto consultare un tabellone con gli ultimi aggiornamenti di campsite disponibili nei carvan park della città. Credeteci, non ce n’erano molti (siamo ancora nel mezzo delle school holiday), ma abbiamo avuto la fortuna di trovare un campeggio per la notte, mentre per le altre 3 notti avevamo già prenotato in anticipo al Tarangau Caravan Park, appena dietro la famosa e bellissima Cable beach, dove siamo andati ad ammirare il tramonto appena messa giù la tenda.



Sabato e domenica è giorno di mercato a Broome: noi abbiamo scelto di visitarlo sabato mattina. Un bel mercatino vivace e allegro nel centro cittadino con tante bancarelle che vanno dal pane fresco alle perle, tutte rigorosamente sotto bellissime piante di frangipani in fiori…. La città ha viali pieni di queste piante ora in fiore! Sono spettacolari!


Dopo il nostro giro, via a Cable beach con asciugamani e crema solare per una sessione abbronzante più super tuffo nell’acqua fresca e cristallina. Dopo esserci abbrustoliti per un po’, abbiamo sentito la necessità di reidratarci, e per farlo non c’è posto migliore a Broome della Matso’s brewery (http://www.matsos.com.au/). Qui abbiamo sorseggiato degli assaggi di birra al mango, al ginger e per finire una botta di birra al chilli!! Mooolto hoooooooooooooot!!!!

Già al secondo giorno ci siamo fatti prendere dal vivere rilassato e vacanziero della città e quindi la sera cenettina a base di pesce al “The Zoo” e poi risate al cinema guardando “Ted”.



Programma della domenica? Gomme sgonfie a 18psi e via in spiaggia con la Pajero a vedere la camminata dei dromedari. Volevamo farla anche noi, ma era già tutto fully booked da un pezzo..




Dopo aver pranzato al Dragonfly, al centro di Broome con insalatina di calamari freschi buonissima, siamo andati a visitare il cimitero giapponese, che si trova accanto a quello musulmano e cristiano. Questi cimiteri testimoniano quanto Broome fosse già multiculturale nel passato: qui sono seppelliti per lo più pescatori di perle che soccombevano svolgendo il proprio lavoro. Fondata nel 1880, era una piccola città di frontiera che fiorì grazie al mercato perlifero, attirando così pescatori di perle cinesi e malesi, ma soprattutto giapponesi, riconosciuti come i migliori pescatori di perle che hanno contribuito a fare la ricchezza di quella che è oggi Broome: circa l’80% della madreperla usata nel mondo è prodotta qui.
Ovviamente le tecniche e il mercato durante gli anni sono cambiati: se una volta la madreperla si cercava a mare aperto in apnea, oggi ci sono veri e propri allevamenti che permettono di evitare quella che un tempo era la parte più rischiosa della pesca: l’immersione.
Nella storia di Broome ci sono purtroppo anche vicende vergognose che riguardano soprattutto lo sfruttamento, o meglio dire, lo schiavismo, nei confronti della comunità indigena. Molte volte, gli aborigeni erano costretti con la forza (uomini, ma anche donne) a rischiare la vita immergendosi in acque profonde e fredde alla ricerca delle perle.
Tutto l’equipaggiamento dei palombari era prodotto ed importato dall’Inghilterra: tutto veniva prodotto in base alla statura media di un adulto inglese… potete immaginare i disagi che un uomo giapponese, la cui stazza media è evidentemente più minuta, aveva ad indossare una divisa del genere.  L’equipaggiamento necessario per immergersi pesava mediamente 160kg.. la vita del pescatore non era per niente facile e le giornate venivano spese sott’acqua, da prima dell’alba al tramonto!!
La storia di Broome è davvero interessante e ne siamo rimasti colpiti: se anche voi avrete l’opportunità di visitarla, non perdete l’occasione di partecipare al Pearl Luggers Tour (http://www.pearlluggers.com.au/), dove vi mostreranno fotografie, equipaggiamenti del passato, spiegando anche molto accuratamente tutta la storia. Il tutto dura circa un’ora e questa interessante lezione di storia si conclude con un assaggio di ostrica perlifera marinata e nel poter tenere tra le vostre mani una perla grossa quanto un occhio, del valore di 100.000$! Che dite voi, l’avrò fatto il regalo a Laura?


La serata di domenica si è conclusa ancora una volta con la visione di un film, questa volta in un cinema speciale: il Sun Pictures (http://www.broomemovies.com.au/), il più antico cinema all’aperto ancora in attività nel mondo, fondato nel 1916!
Non c’è niente di più bello che vedere un film sotto un bellissimo cielo stellato, seduti su sdraio da spiaggia.



Lunedì, il nostro ultimo giorno a Broome, è stato dedicato al dolce far niente: grigliatina sulla spiaggia, ultimo supertuffo e ultima botta di tintarella da mare.



Oggi siamo ufficialmente tornati all’avventura, destinazione Windjana Gorge National park, che si trova sulla famosa Gibb river Road.

giovedì 12 luglio 2012

Exmouth, Karijini National Park e le loro meraviglie!

Ragazzi che spettacolo! Vi sembrerà banale e ripetitivo leggerlo in ogni post, per ogni posto che visitiamo, ma l’Australia continua a stupirci….quando pensiamo di aver visto tutto, ecco che lei ci regala altre sorprese!
Sabato 7 siamo arrivati nel primo mattino a Coral Bay, giusto il tempo per goderci la vista della splendida spiaggia cittadina e fare qualche telefonata in cerca di un posticino per noi, la Pajero e la nostra tenda in un camping ad Exmouth!

la spiaggia di Coral Bay
Ritrovarsi in viaggio durante le school holiday del WA (dal 7 al 22 luglio), quando tutte le famiglie ne approfittano per visitare parchi nazionali, non ci facilita la vita.
Eccoci di nuovo in auto, proseguendo verso nord, e a mezzogiorno in punto siamo arrivati ad Exmouth!
Giù la tenda e via di corsa di corsa con il nostro Holiday Park Pass dentro al Cape Range National Park (sito), il parco nazionale che occupa la parte occidentale della penisola e che dà la possibilità di raggiungere la barriera corallina del Ningaloo Reef direttamente dalla spiaggia! Il nostro primo pomeriggio l’abbiamo passato a Lakeside, una delle 3 spiagge migliori per fare snorkeling!



Sfidando l’acqua fredda, grazie alle nostre nuove maschere e pinne comprate a Kalbarri e alla kodak subacquea usa e getta comprata al Visitor centre, via in acqua alla scoperta dei coralli e dei pesci di questo reef. Finalmente ho vinto il mio “blocco del boccaglio!” Sembrerà stupido, ma il mio cervello è sempre rimasto programmato così: “testa sott’acqua=non respirare” e sono sempre finita col fare snorkeling praticamente in apnea! Persino la mia nipotina a soli 3 anni era già più brava di me, ma ora ce l’ho fatta anche io! Ahahahaha

Domenica 8 invece abbiamo iniziato al giornata con 2 camminate: la prima a Yardie Creek, la seconda a Mandu Mandu Gorge, dove il sentiero ci ha portato prima a scalare il Gorge e poi al suo interno sulla via del ritorno. Dove rilassarsi dopo la fatica e il caldo? Alla splendida Turquoise Bay, una baia da sogno con acqua turchese limpidissima: non potevamo non fare snorkeling anche qui! E mentre mangiavamo il nostro pranzo sulla spiaggia (panino con tonno, avocado e pomodoro), ecco che a pochi metri dalla riva vediamo emergere dall’acqua una pinna: un delfino!! Immaginiamo che un posto del genere sia anche nei vostri sogni!

Con gran dispiacere, la sera appena dopo cena abbiamo ripreparato la macchina e la mattina del 9 la sveglia è suonata alla 5.30: di nuovo sulla strada!

Nuova destinazione il Karijini National Park!!

La discesa verso Joffre Falls
Avevamo conosciuto due ragazzi australiani al Central Caravan Park di Perth che ce l’hanno descritto come uno dei migliori parchi d’Australia, ed effettivamente non ha deluso le aspettative!
Dopo una notte passata al Dales campground, per martedì sera avevamo prenotato da Exmouth una piazzola al Karijini Eco Retreat (SITO), che abbiamo usato come base per avventurarci nel Joffre Gorge e vedere le sue cascate!
Di primo mattino abbiamo avuto un assaggio di quello che ci aspettava nei percorsi che avevamo in mente di fare nel pomeriggio: scarpe da trekking, abilità di esperti caproni per scalare i Gorge e scarpette da reef per affrontare le parti dei tracciati nell’acqua!

Sono state tutte camminate divertenti e diverse dalle altre affrontate nei parchi che abbiamo visitato… la più avventurosa? Quella che dalla Weano Recreation Area ci ha portati nell’Hancock Gorge fino alla Kermits Pool. Cos’ha di particolare? Parti di tracciato da affrontare con l’acqua fino ai polpacci, parti in cui per evitare di cadere nell’acqua profonda bisognava aggrapparsi alle rocce come delle cozze e camminare su pezzettini di roccia sporgenti e verso al fine, la Spider Walk: mani e piedi sulle pareti della roccia e via a camminare per non finire nell’acqua!

 
Bello bello bello!!!! Come ha concluso la camminata Filippo? Con una mezza scivolata e poi un tuffo nella ghiacciata Kermits Pool! Pazzoooooooooo!!!
Ieri mattina invece è stata la volta della Dales Recreation Area, dove la camminate, belle e asciutte, ci hanno portato alle Fortescue Falls e alla Circular Pool. Che dire: guardate un po’ che meraviglia il paesaggio! Spinifex, eucalipti, un cielo limpido senza una nuvola e la terra rossa d’Australia: questo contrasto di colori ci rimarrà per sempre nei ricordi!



Ora, dopo l’ultima notte passata  nel parco sentendo gli ululati dei dingo, eccoci in viaggio verso Port Hedland, dove ci fermeremo solo qualche minuto per un pieno di carburante e proseguire fino alla Eighty mile beach, la destinazione di oggi!